Despar insieme all'UNICEF per garantire il diritto all'istruzione in Perù

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27/07/2021

L’UNICEF lavora, ogni giorno, non solo per proteggere e salvare ogni bambino, ma anche per far esprimere al meglio il potenziale di ciascuno, realizzandone i sogni. La possibilità di andare a scuola è un diritto negato a migliaia di bambini che vivono in condizioni di povertà o in situazioni di emergenza. Eppure è proprio l'istruzione lo strumento più importante per rendere questi bambini liberi da ignoranza, povertà e sfruttamento. 
Avere accesso alla scuola è molto più che imparare a leggere, scrivere e far di conto. In un paese a basso reddito e con alti tassi di incremento demografico, le nuove generazioni rappresentano la ricchezza più importante e la migliore speranza di spezzare la catena che collega ignoranza, povertà, sfruttamento e sottosviluppo. 

In Sud America, il Perù è, ancora oggi, uno dei paesi maggiormente colpiti dalla crisi generata dal COVID-19 e migliaia di bambini stanno vedendo la loro infanzia interrotta e i loro diritti negati.
Per arginare la diffusione del virus, infatti, il Governo ha dichiarato lo stato di emergenza, chiudendo i confini e imponendo diverse misure restrittive, tra cui la chiusura delle scuole. Di conseguenza migliaia di studenti, insegnanti e famiglie hanno dovuto affrontare la sfida di adattarsi a nuove modalità di didattica. 

Il Governo cerca di promuovere sistemi alternativi per garantire l’accesso all’istruzione

Nonostante gli sforzi del Governo per garantire l'accesso all'istruzione a bambini e ragazzi, per molti di loro l’apprendimento a distanza non è facile a causa della mancanza degli strumenti tecnologici, del limitato accesso a internet e alla televisione, soprattutto nelle zone più povere del paese come quelle rurali. 

Dall’inizio della Pandemia, gli studi segnalano che 1 bambino su 10 a Lima, la capitale, non ha partecipato a nessuna attività di educazione a distanza durante il lockdown. Solo il 16% degli studenti delle scuole superiori ha raggiunto gli obiettivi educativi attesi nella lettura e comprensione di un testo e tra le migliaia di sfollati e migranti dal Venezuela 6 bambini su 10 non sono iscritti a scuola. 

Il Governo, in collaborazione con l’UNICEF ha lanciato l’iniziativa «Aprendo en casa» (Imparo da casa), un sistema di educazione a distanza che coinvolge le radio, la TV e le piattaforme online e ha come obiettivo quello di garantire il diritto a un’istruzione di qualità e inclusiva anche a distanza, rispondendo ai bisogni e alle necessità dei bambini e dei ragazzi. 
Grazie alla fornitura di kit educativi, piani di studio diversificati, corsi di formazione per insegnanti e familiari l’UNICEF vuole ridurre le disuguaglianze che il COVID-19 ha esacerbato e assicurare un futuro a migliaia di bambini e ragazzi vulnerabili.

Vedo che i bambini imparano velocemente la tecnologia digitale. Penso che questa modalità di educazione mostri il potenziale e la capacità creativa dei nostri studenti, qualcosa che non avevamo visto prima

Edgar Bendezú, insegnante di una scuola rurale a Huancavelica
Foto: © UNICEF/UN0392804/Mamani/AFP

Attraverso il programma e gli interventi messi in campo, l’UNICEF mira a raggiungere fino a 146 mila studenti che vivono in zone rurali o in comunità indigene permettendo loro di accedere a un apprendimento a distanza di qualità.

L’UNICEF Italia ringrazia Despar per aver voluto sostenere questo progetto tramite l’iniziativa Sticker Mania permettendo così a tanti studenti di tornare a studiare e realizzare i propri sogni.

27/07/2021

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