Diario da Mindanao (Filippine): bambini nel caos

3 minuti di lettura

20/12/2011

Queste note ci sono giunte ieri notte da Pietro, che si trova attualmente a Cagayan de Oro, la città dell'isola di Mindanao (Filippine) maggiormente colpita dalla catastrofica tempesta tropicale Washi. Pietro non lavora per l'UNICEF e non parla a nome della nostra organizzazione: è un nostro "fan" su Facebook, e ha accettato di raccontarci la sua testimonianza direttamente dal cuore della tragedia.
Noi ringraziamo di cuore Pietro e pubblichiamo quanto egli ci invia, senza alcun "filtro".
Potete leggere e commentare queste righe anche sulla nostra pagina Facebook.

Oggi sono stato con mia moglie al City Health Center, c'era una macchina delle Nazioni Unite, però non sono riuscito a leggere la sigla.
 
Ho parlato con uno dei responsabili, mi ha fatto leggere semplicemente che c'è bisogno un po' di tutto come medicinali di base.. 
 
Le persone che sono scampate all'alluvione lo hanno fatto stando per ore aggrappati sugli alberi. Altre persone sono state per ore sui tetti. Mentre chi è stato più lesto a percepire il pericolo e a scappare, si è trovato a ingurgitare acqua del fiume, e come mi suggeriva il medico con cui ho parlato, li stanno trattando per prevenire la leptospirosi.
 
Purtoppo da segnalare con moltissima tristezza che i bambini sopravvissuti alla tragedia...chi per esigenza..chi costretto...chiedono l'elemosina nelle vicinanze dei ponti, rallentando il traffico e mettendo la propria vita a repentaglio.
 
Mentre stavo tornando a casa in macchina, sono stato fermato da una ragazzina di 8 - 10 anni che mi ha chiesto semplicemente dell'acqua. Per fortuna avevo con me una bottiglietta che gli ho subito passato... però anche se ne sto vedendo decine al giorno di queste situazioni, non ci si abitua e non ci si deve abituare. Mia moglie mi ha guardato e ha sospirato, perché non sappiamo cos'altro fare...
 
Naturalmente non è tutto così però nelle zone più vicine al fiume c'è uno sbandamento totale.
 
Per tornare a casa, siamo passati dal ponte più a nord della città, che corrisponde quasi alla foce del fiume, ebbene alcuni nuclei familiari... credo un 10 - 15, si stavano accampando oppure erano già accampati ai bordi del ponte. Probabilmente prima vivevano sotto al ponte di fianco al fiume... ora si sono trasferiti più in alto.
 
Quasi dimenticavo, nella zona del ponte, non c'è elettricità e non c'è illuminazione, quindi se c'e' qualche automobilista poco attento, non voglio immaginare cosa possa succedere....
 
Un'ultima cosa, il popolo filippino è qualcosa di grandioso: nonostante la loro povertà, nel senso di beni materiali, riescono sempre a sorridereNei giorni successivi alla tragedia, stando un po' in mezzo alla gente, si è visto che questa voglia di sorridere si è notevolmente affievolita.
 
Speriamo solo che vada tutto per il meglio e che l'emergenza idrica, quella che sembra preoccupare di più, possa terminare...
 


Pietro S., da Cagayan de Oro, isola di Mindanao (Filippine), 20 dicembre 2011

20/12/2011

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