Diario da Mindanao (Filippine): "Il Natale viene sempre!"

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21/12/2011

Queste note ci sono giunte ieri notte da Pietro, che si trova attualmente a Cagayan de Oro, la città dell'isola di Mindanao (Filippine) maggiormente colpita dalla catastrofica tempesta tropicale Washi. Pietro non lavora per l'UNICEF e non parla a nome della nostra organizzazione: è un nostro "fan" su Facebook, e ha accettato di raccontarci la sua testimonianza direttamente dal cuore della tragedia.
Noi ringraziamo di cuore Pietro e pubblichiamo quanto egli ci invia, senza alcun "filtro".
Potete leggere e commentare queste righe anche sulla nostra pagina Facebook.

 
 
Nonostante i problemi che stiamo avendo per rifornirci di acqua potabile, usciamo sul presto per andare al centro di evacuazione di Macasandig, in una delle zone più colpite della città e dove più alto è il numero degli sfollati.

Tante di queste persone potrebbe tornare già nelle proprie case, però la mancanza di acqua impedisce loro di liberare le case dal fango che ha coperto tutto.

Mentre parcheggiamo nelle vicinanze, ecco arrivare un camion dell'esercito filippino, con dottori ed infermieri pronti ad approntare un mini-ambulatorio da campo.
 
Servono solo a dare un po' di riposo al personale medico che sta lavorando ininterrottamente da sabato per curare le ferite del corpo. Per le ferite della mente, ci vorrà molto più tempo...
 
Nel frattempo ci viene riferito che la notte è un continuo piangere dei bambini, che non riescono a dormire per gli incubi.

Salutiamo qualche nostro amico, che sta prestando servizio volontario come medico. Fra le tante storie che ci vengono riferite, ce n'è una tra madre e figlio, con il figlio che chiede alla mamma se quest'anno arriverà il Natale, e la mamma che risponde che "il Natale arriva sempre".

Come se qualcuno ci stesse ascoltando, qualche minuto dopo tutti i bambini vengono raccolti in una zona a loro riservata, e - grande sorpresa per tutti - inizia la distribuzione di qualche gioco per ogni bambino del campo. Le volontarie fanno benissimo il loro lavoro, prendendosi cura dei bambini, che a un certo punto sono circondati dalle telecamere dei telegiornali per riprendere la scena.

Nel frattempo ci allontaniamo dal campo per andare a comprare del cibo per i volontari... gli aiuti stanno arrivando, ma sono per gli sfollati, purtroppo nessuno a pensato che anche i volontari possono aver fame... mentre stiamo tornando al campo, ecco arrivare anche un'auto dell'UNICEF Filippine!

Dopo un paio di ore con i nostri amici, cercando di non essere d'intralcio e scattando qualche foto, ci arriva la richiesta di dare un piccolo sostegno a un'infermiera, che si trova in difficoltà, in quanto evacuata anche lei dopo il disastro di sabato.

Mia moglie mi chiede di passare per casa: recuperiamo qualche abito, poi acquistiamo del cibo e ci rechiamo in una zona che ancora non abbiamo visitato dopo l'alluvione.
 
Qui le strade sono ancora piene di fango, non c'è la devastazione delle zone vicine al fiume, però l'aria è pesante.

Come arriviamo sul posto, subito dietro di noi compare un camion di aiuti umanitari, e subito si scatena una piccola ressa... da quello che ho capito, sono i primi aiuti che arrivano in zona.

Arriviamo da questa collega di mia moglie in difficolta', le diamo quel poco che abbiamo, e lei ci invita a vedere la casa. Anche se ormai il fango non invade piu' la casa, c'e' ancora tanto da fare per renderla abitabile...

Dopo questo, andiamo ancora un po' in giro... e con sorpresa. vediamo che gli aiuti stanno arrivando anche nelle altre zoneFino a ieri l'impressione era diversa, oggi sembra che ci sia più organizzazione e che finalmente possa esserci più speranza.

Speriamo solo che l'acqua torni presto. L'acqua ha portato distruzione e solo l'acqua può continuare a dare la vita.
 
 
 
Pietro S., da Cagayan de Oro, isola di Mindanao (Filippine), 22 dicembre 2011

21/12/2011

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