Diario di Vladimir Luxuria in Mozambico/5

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02/04/2009

L'ospedale di Quelimane
Vladimir Luxuria visita una mamma e una bambina ricoverati nell'ospedale di Quelimane

L'incontro con le mamme e i bambini ricoverati nell'ospedale di Quelimane - ©UNICEF Italia/2009

Terzo giorno - Visitiamo l'ospedale di Quelimane: nel reparto ginecologia manca l'incubatrice, strumento che ridurrebbe in maniera sensibile la mortalità infantile.
 
Incontro ancora gli occhi di sofferenza di madri e bambini denutriti, malarici, malati di AIDS.
 
Le loro braccia sono rami secchi, la pelle è a chiazze, le mani fasciate da bende per tener fermo l'ago collegato al tubicino della flebo.
 
Quando si vedono dei bambini piccoli accanto a una mamma e te li presentano, si fanno i complimenti, ma davanti a queste scene c'è solo un silenzio imbarazzato.
 
In terapia intensiva c'è un bambino piccolissimo che lotta contro la morte, è da solo, i genitori non ci sono più.

L'AIDS in Africa è una piaga, messaggi sul sesso sicuro e fiocchetti rossi di solidarietà sono ovunque, sui muri delle scuole gli stessi ragazzi disegnano murales con preservativi e slogan sul loro uso corretto e giusto.

Ho molta rabbia addosso, sento l'ingiustizia, la disuguaglianza, la disperazione.

Prima di addormentarmi penso al giaciglio duro di Enoque, solo, al buio.
 
Forse mi concentro su di lui perché si ha bisogno di individuarne una di queste vittime, se penso a quanti bambini bisognosi ho incontrato mi gira la testa.

6/6 - I simboli del mio viaggio

02/04/2009

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