Emergenza carestia nel Corno d'Africa: ecco cosa stiamo facendo

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11/04/2012

Segnali finalmente positivi nel rapporto UNICEF pubblicato ad aprile 2012 per fare il punto su 6 mesi di intervento umanitario in Somalia e nel resto della regione del Corno d'Africa, colpita da due anni di siccità che hanno innescato una vastissima crisi alimentare.

Nella crisi in corso hanno perso la vita per malattie e malnutrizione decine di migliaia di persone, nella maggior parte dei casi bambini, ma sono altrettante le vite umane salvate grazie agli aiuti umanitari. 

Attualmente sono circa 8 milioni coloro che hanno urgente bisogno di soccorso umanitario tra Somalia, regioni nord-orientali del Kenya, Est dell'Etiopia e Gibuti, in significativo calo rispetto ai 13,3 milioni di abitanti registrati all'apice della crisi.

Permane preoccupante è la situazione nella Somalia meridionale, dove il 3 febbraio 2012 è stato revocato lo stato di carestia nelle 6 aree in cui era stato proclamato a luglio 2011, ma i livelli di mortalità infantile rimangono molto elevati. 

La vita dei bambini in Somalia è minacciata  dalla combinazione tra livelli cronicamente elevati di malnutrizione infantile (con punte del 30% nelle regioni del Giuba e di Bay), dalla diffusione di malattie infettive potenzialmente letali a causa dello scarso accesso all'acqua potabile e alle gravi carenze igienico-sanitarie, e dal riacutizzarsi degli scontri armati, che rende estremamente rischioso anche il lavoro degli operatori umanitari.

Si teme in particolare che la stagione delle piogge, tra marzo e maggio, porti anche quest'anno precipitazioni inferiori alla media, con il concreto rischio di ritorno a condizioni ambientali favorevoli alla siccità e all'esplodere di una nuova carestia.

La carestia dei bambini

Donne e bambini come sempre pagano le conseguenze più gravi dell’emergenza in atto: nei paesi coinvolti. 

L'UNICEF stima che al momento nella sola Somalia siano 323.000 i bambini affetti da malnutrizione acuta, e dunque a imminente rischio per la propria sopravvivenza. 

Un bambino malnutrito corre un rischio di morte 9 volte maggiore rispetto a un coetaneo che si alimenta correttamente. Eppure, può essere salvato e riprendersi pienamente con 4-6 settimane di terapia nutrizionale, se gli vengono somministrati speciali alimenti terapeutici pronti all’uso.

La malnutrizione, oltre a uccidere direttamente, crea nei bambini una elevata vulnerabilità a malattie potenzialmente letali come morbillo, diarrea acuta, colera e polmonite, contro le quali sono indispensabili interventi sanitari di base, come le vaccinazioni, e la disponibilità di acqua potabile e servizi igienici. Nella sola Somalia, l'UNICEF ha pianificato vaccinazioni contro il morbillo per 2 milioni di bambini.

La malaria, endemica nella regione, si aggiunge alla già lunga lista delle malattie killer dell'infanzia.

 

L'UNICEF in azione

L'UNICEF era presente stabilmente in Somalia e nel resto del Corno d'Africa ben prima di questa emergenza.

In Somalia l'UNICEF è operativo tramite uno staff locale e una rete di circa 120 associazioni partner, che in queste settimane ha costantemente ampliato la portata delle operazioni in tutta la regione. facendo affluire e distribuendo quantitativi sempre maggiori di beni di prima necessità come alimenti terapeutici per l’infanzia, vaccini e farmaci. Il 90% degli aiuti sanitari in Somalia centro-meridionale è assicurato dall'UNICEF.

Da luglio a oggi l'UNICEF ha distribuito 63.619  tonnellate di aiuti nella regione, utilizzando voli cargo, navi e camion. I risultati sono concreti e visibili: 

  • Nella sola Somalia meridionale, un milione di persone ha ricevuto aiuti alimentari. 109.000 famiglie ricevono scorte alimentari regolari, 45.000 usufruiscono di sussidi e 48.000 di pasti caldi giornalieri
  • Nel corso del 2011, 350.000 bambini gravemente malnutriti sono stati curati negli centri nutrizionali terapeutici sostenuti dall’UNICEF nella regione
  • In Kenya, il tasso di malnutrizione infantile è sceso dal 37 al 13% nelle zone coperte dagli interventi terapeutici dell'UNICEF
  • 1,4 milioni di persone nella sola Somalia hanno usufruito di centri medici riforniti e attrezzati dall’UNICEF;
  • 7,9 milioni di bambini sono stati vaccinati contro il morbillo
  • La campagna antipolio condotta in due turni in tutto il Kenya nord-orientale ha raggiunto il 100% dei bambini
  • 3,2 milioni di persone nel Corno d'Africa hanno avuto accesso all’acqua potabile
  • 200.000 bambini (30.994 dei quali in Somalia, 8.000 in Etiopia), hanno ricevuto assistenza in “Spazi a misura di bambino” o altri ambienti protetti. 
  • 425.000 bambini somali (tra cui 180.000 bambine) hanno usufruito dei programmi d’istruzione promossi e sostenuti dall’UNICEF: decine di migliaia di alunni ricevono anche una refezione dall'UNICEF 

Per un quadro dettagliato dell'azione umanitaria dell'UNICEF in questa emergenza scarica il rapporto aggiornato al 12 aprile.

L'emergenza è destinata a rimanere tale ancora a lungo, fino almeno al prossimo raccolto. 

L'UNICEF prevede necessari ancora 413,8 milioni di dollari (70% dei quali destinati ai bambini della Somalia) per assicurare la continuità degli aiuti di qui alla fine del 2012

Per questo chiediamo a tutti i nostri sostenitori di contribuire alle operazioni di aiuto effettuando una donazione online su questo sito oppure in uno dei diversi altri modi per donare (vedi sotto).

 

Come puoi aiutare

 Anche tu puoi contribuire a salvare la vita dei bambini con una donazione online oppure con un degli altri modi per donare:

bollettino di c/c postale numero 745.000, intestato a UNICEF Italia, specificando la causale “Emergenza Corno d’Africa”  
carta di credito online sul nostro sito oppure telefonando al Numero Verde UNICEF 800 745 000
bonifico bancario sul conto corrente intestato a UNICEF Italia su Banca Popolare Etica: IBAN IT51 R050 1803 2000 0000 0510 051, specificando la causale “Emergenza Corno d’Africa"
- donazione presso il Comitato UNICEF della tua città (trova qui quello più vicino a te)

Documenti disponibili

Emergenza nel Corno d'Africa - L'intervento dell'UNICEF (Aggiornamento al 12 aprile 2012)pdf / 229 kb

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