Emergenza in Giappone, aiuti e rientri alleviano il dramma nel post-tsunami

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20/03/2011

Dieci giorni dopo il terremoto e lo tsunami dell'11 marzo, cominciano ad arrivare dal Giappone i primi segnali di miglioramento nella situazione umanitaria.

Diminuisce il numero degli sfollati, scesi ora a circa 370.000, sparsi in 2.300 centri di accoglienza. Decine di migliaia di famiglie hanno fatto ritorno alle proprie abitazioni. In alcune località è stato persino possibile effettuare le tradizionali cerimonie di consegna dei diplomi, un segnale importante di ritorno alla normalità.

Con il riallaccio alla rete elettrica, presupposto indispensabile per il funzionamento dei sistemi di raffreddamento, si guarda con maggiore ottimismo alla situazione, tuttora instabile, delle centrali nucleari di Fukushima: l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha tuttavia rilanciato oggi l'allarme sulla radioattività nelle verdure e nel latte in tre prefetture.

Il bilancio ancora provvisorio delle perdite umane sfiora ormai le 21.000 tra vittime accertate e dispersi. Rimane sott'acqua quasi il 40% della superficie inondata dallo tsunami, e destano preoccupazione nuovi fenomeni come le tempeste di polvere (laddove il fango si è seccato) e il calo sottozero delle temperature previsto nei prossimi giorni.

Negli ultimi due giorni è dimezzato il numero delle famiglie prive di elettricità, ma rimane altissimo (2,3 milioni) quello delle persone senza accesso all'acqua potabile

L'UNICEF in azione

Come le altre agenzie delle Nazioni Unite, l'UNICEF ha offerto sin dall'inizio della crisi la totale disponibilità ad assistere le vittime della catastrofe in Giappone.

Il Governo di Tokio non ha ancora fatto ufficiale richiesta di beni di soccorso alle agenzie delle Nazioni Unite, e ha messo in campo un vero e proprio esercito (120.000 operatori tra militari e civili) per aiutare la popolazione colpita.

Le scorte di beni preposizionate dall'UNICEF e dalle altre organizzazioni umanitarie sono soltanto in attesa di un "semaforo verde" della Protezione civile nipponica, che sta terminando la mappatura dei bisogni sul territorio colpito.

Nel frattempo, il Comitato giapponese per l'UNICEF (staff e volontari giapponesi, abitualmente dediti a raccogliere fondi per i progetti nei Paesi in via di sviluppo) ha iniziato ad agire in aiuto dei propri concittadini, grazie alla consolidata rete di associazioni partner locali e al supporto di esperti  di nazionalità giapponese, rientrati per l'occasione dalle sedi operative dell'UNICEF sparse nel mondo.

Le donazioni che stiamo raccogliendo in queste ore in Italia vengono quindi trasferite all'UNICEF Giappone, per offrire aiuti mirati per i bambini che ne hanno maggiormente bisogno,

In questa fase dell'emergenza la propria azione sulla protezione dell'infanzia a rischio, il sostegno psicologico e sociale, la ripresa delle attività educative.

Due camion con 26 tonnellate di bottiglie d'acqua, donate da una società giapponese di acque minerali, sono arrivate a Miyagi, nel cuore dell'area più devastata dallo tsunami. La distribuzione, iniziata oggi, è curata da volontari UNICEF locali, gruppi religiosi e dalla Co-op, una associazione di consumatori da sempre partner dell'UNICEF Giappone.

Nei prossimi giorni sono previsti arrivi di altri beni di prima necessità per la prima infanzia (pannolini, detergenti, biancheria, giocattoli e altro).

Questi partner, insieme alle autorità locali, si occuperanno anche dell'installazione di "Spazi a misura di bambino", ambienti protetti in cui i bambini possono socializzare, giocare e ricevere le prime forme di terapia dei traumi sofferti.

Puoi contribuire a questa azione dell'UNICEF effettuando una donazione online su questo sito o in uno dei numerosi altri modi per donare.


20/03/2011

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