Emergenza in Iraq, aggiornamento

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17/11/2009

Ultimo aggiornamento: 27 Luglio 2009

 
Aggiornamenti sull'emergenza umanitaria in Iraq

A quasi 6 anni dall'inizio della guerra in Iraq, nel marzo del 2003, le condizioni di vita della popolazione restano drammatiche, con donne e bambini a pagare il prezzo maggiore della crisi umanitaria in atto, in cui la violenza rimane tra le principali cause di mortalità tra la popolazione: secondo l'Iraq body count, l'organismo che tenta di mantenere il numero delle morti civili, le persone che hanno perso la vita in Iraq dall'inizio della guerra potrebbero essere più di 100.000

Negli ultimi 6 anni, guerra, attentati, violenze settarie e povertà diffusa hanno minato profondamente le infrastrutture civili irachene e i servizi sociali di base, acuendo le sofferenze di una popolazione già duramente provata da decenni di violenze, conflitti e repressioni. In base a i dati a disposizione dell'UNICEF, l'8% dei bambini iracheni ha perso un genitore negli ultimi 5 anni di guerra; un bambino su 10 è stato costretto ad abbandonare la propria casa a causa di violenze e persecuzioni; i livelli di copertura vaccinale sono scesi, su scala nazionale, al di sotto del 60%, con alcune aree con copertura inferiore al 20%; il 60% dei bambini non ha accesso all'acqua potabile e l'80% delle famiglie non dispone di sistemi fognari funzionanti.

L'azione dell'UNICEF

 
La prima metà del 2009 è stata caratterizzata da un aumento consistente degli attacchi contro la Forza Multinazionale in Iraq e le Forze di sicurezza irachene , del numero di autobombe e di attacchi suicidi, con una grave perdita di vite civili, mentre per altro verso è iniziato il progressivo disimpegno delle forze militari statunitensi per un graduale passaggio di consegne alle forze irachene, in base all'accordo del 27 novembre 2008 per il ritiro delle truppe USA dall'Iraq entro il 31 dicembre 2011.
 
In un contesto di violenza crescente e di instabilità, lo scorso 30 giugno le forze statunitensi hanno lasciato i centri urbani dell'Iraq per concentrarsi nelle basi militari dislocate in tutto il paese.

Sul versante sanitario, come nel 2008 anche il 2009 è stato caratterizzato da una grave epidemia di morbillo che minaccia seriamente la sopravvivenza di decine di migliaia di bambini.
 
Alla fine del mese di giugno i casi registrati risultavano circa 28.000, l'80% dei quali registrati nei governatorati di Baghdad, Babil, Wasit, Diwaniyah, Dyala e Missan.

L'UNICEF opera in Iraq attraverso settori prioritari di intervento: sanità e nutrizione, acqua e servizi igienici, istruzione e protezione dell'infanzia.
 
Anche nelle situazioni più disperate, l'UNICEF è riuscito a negoziare l'accesso alle popolazioni civili intrappolate in aree di conflitto, fornendo risorse, materiali e sostegno a partner istituzionali, Ong locali e internazionali.
 
Nel 2009 l'UNICEF ha investito 11,3 milioni di dollari raggiungendo con aiuti, assistenza e accesso a servizi di base oltre 1.900.000 persone di 76 comunità locali prostrate da attentati e massacri, operazioni militari, epidemie e disastri naturali, o semplicemente dalle gravi privazioni derivanti da anni di violenze e povertà.
 
Nella prima metà del 2009, a dispetto delle gravi condizioni di sicurezza e degli ostacoli esistenti, 550.000 persone hanno beneficato direttamente degli interventi d'emergenza sostenuti dall'UNICEF
 
 

17/11/2009

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