Emergenza Libia, arrivata una nave di aiuti ONU

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07/04/2011

Una nave del Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite (WFP) con cibo, forniture e personale medico e altri generi umanitari di soccorso - forniti da WFP, UNICEF e Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) -  è giunta al porto di Misurata (Libia), aprendo così un nuovo corridoio umanitario per i civili intrappolati nel conflitto libico.

«Si tratta di un fatto importante per l’operazione umanitaria delle Nazioni Unite in Libia che ci consente di raggiungere decine di migliaia di persone bloccate in una delle zone più dure del conflitto» ha detto il Direttore Esecutivo del WFP, Josette Sheeran. «È vitale che questi soccorsi arrivino ai più vulnerabili, specialmente alle donne e ai bambini. Stiamo lavorando con i partner locali inclusa la Mezzaluna Rossa libica, per garantire una risposta a questi bisogni».

L’imbarcazione noleggiata dal WFP, la Marianne Danica, è attraccata a Misurata nel pomeriggio di ieri, con oltre 600 tonnellate di cibo del WFP, tra cui farina di grano, olio vegetale e biscotti ad alto contenuto energetico, sufficienti a sfamare oltre 40.000 persone per un mese.

La nave ha anche trasportato forniture mediche d’emergenza per conto dell'UNICEF e dell’OMS, comprendenti kit sanitari e materiale chirurgico per coprire le necessità urgenti di 50.000 persone per un mese.

Altro materiale consentirà a migliaia di bambini di giocare in spazi protetti e il più possibile sicuri. A bordo della nave si sono imbarcati due dottori che si fermeranno a Misurata. Una volta scaricato, il carico verrà consegnato al principale ospedale di Misurata.

«Non c’è tempo da perdere, decine di migliaia di bambini a Misurata e in Libia, sono vittime potenziali di un conflitto o hanno già pagato un prezzo terribile» ha detto il Direttore dell’UNICEF, Anthony Lake. «Questi aiuti sono importantissimi per loro e per quanti sono intrappolati nel conflitto».

Nell’ambito dell'appello provvisorio delle Nazioni Unite, l'UNICEF ha lanciato alcune settimane fa un appello per raccogliere 13 milioni di dollari, necessari per rispondere ai bisogni immediati di donne e bambini. Finora però sono stati raccolti soltanto 2,6 milioni di dollari.

L'insidia dei cecchini

«Abbiamo ricevuto informazioni dalla città libica di Misurata che parlano di cecchini, dai cui colpi sarebbero stati colpiti anche dei bambini» ha riferito oggi una portavoce del quartier generale UNICEF di Ginevra, Marixie Mercado, ripresa dall'agenzia di stampa Associated Press.

«Non possiamo confermare né sappiamo quanti siano i bambini feriti o uccisi, ma abbiamo motivo di ritenere che le voci siano fondate

La portavoce dell'UNICEF ha anche lanciato l'allarme sul gran numero di mine antiuomo e ordigni inesplosi che mettono a repentaglio la sicurezza dei civili nella regione orientale della Libia

07/04/2011

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