Esclusione scolastica in Medio Oriente, 21 milioni di bambini a rischio

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15/04/2015

15 aprile 2015 – Nonostante i grandi progressi ottenuti nello scorso decennio nella scolarizzazione, in Medio Oriente e Nord Africa un bambino su quattro - più di 21 milioni in totale - è fuori dal ciclo scolastico oppure rischia di abbandonarlo anzitempo.

Secondo il rapporto dell'UNICEF e dell’Istituto per le Statistiche dell’UNESCO presentato oggi, si è registrata nell'ultimo decennio una riduzione del 40% nel numero di bambini esclusi da scuola nella regione, creando speranza e opportunità per milioni di bambini. 

Tuttavia, negli ultimi anni tali progressi sono stati rallentati da una combinazione di fattori: povertà, discriminazioni, scarsa qualità dell’istruzione e conflitti.

Il rapporto è il risultato del progetto congiunto di UNICEF e UNESCO "Global Out of School Children Initiative" (OOSCI), lanciato nel 2010, e fornisce i dati più dettagliati e aggiornati sull'accesso all'istruzione nella regione.

Il rischio di una "generazione perduta" 

Secondo il rapporto, 12,3 milioni tra bambini e adolescenti in Medio Oriente e Nord Africa sono fuori dalla scuola. Ad essi, secondo gli ultimi dati, si aggiungono oltre 6 milioni di bambini che rischiano di uscire precocemente. 

Altri 3 milioni di bambini non vanno a scuola in Siria e in Iraq, paesi in cui la guerra ha devastato il sistema scolastico. E se le ostilità proseguiranno, altri milioni di bambini rischiano di diventare parte di una “generazione perduta”, priva delle conoscenze e degli strumenti di cui hanno bisogno per diventare degli adulti consapevoli.

E il rischio è concreto anche per i bambini di vari altri Stati della regione, che stanno sperimentando tensioni politiche o veri e propri conflitti armati che limitano l'accesso dei bambini all'istruzione.

«In un momento di così importanti cambiamenti e rivolte, questa regione non può permettersi che 21 milioni di bambini restino indietro» afferma Maria Calivis, direttore UNICEF per la regione Medio Oriente e Nord Africa (MENA). «Questi bambini devono avere l’opportunità di acquisire le conoscenze di cui hanno bisogno, per poter essere svolgere il ruolo che spetta loro nei processi di cambiamento in corso.»

Secondo il rapporto i governi devono urgentemente ampliare i propri sforzi, soprattutto per dare priorità, nelle politiche educative, ai figli delle famiglie più vulnerabili e svantaggiate. Occorrono interventi che espandano l'accesso alla scuola materna, affrontino il fenomeno della dispersione scolastica, contrastino la discriminazione di genere, e garantiscono l’accesso all’istruzione al maggior numero possibile di minori, nelle aree coinvolte da conflitti.

«Dobbiamo calibrare gli interventi per raggiungere le famiglie sfollate a causa del conflitto, le ragazze costrette a rimanere a casa e i bambini obbligati a lavorare» dichiara a sua volta Silvia Montoya, direttore dell’Istituto di Statistiche dell’UNESCO. «Questo rapporto presenta dati utili a migliorare i processi di identificazione di questi bambini, gli ostacoli che affrontano e le politiche necessarie a raggiungerli.» 

Dal canto loro, rileva il rapporto, i donatori internazionali dovrebbero impegnarsi a investire più fondi per eliminare le disparità che continuano a tenere i bambini fuori dalle scuole. 

Il rapporto sottolinea come le ragazze che non vanno a scuola o che sono esposte al rischio di abbandonarla precocemente siano vittime di fenomeni di natura sociale, come i matrimoni precoci e la carenza di insegnanti donne. Mediamente, in questa regione, le ragazze hanno il 25% di probabilità in meno di frequentare la scuola rispetto a un coetaneo maschio. 

Il nuovo rapporto congiunto UNICEF-UNESCO arriva in un momento cruciale ed è destinato a integrare gli sforzi della comunità internazionale nella predisposizione degli obiettivi globali per l’istruzione post-2015.

Documenti disponibili

Scarica il rapporto "Middle East and North Africa - Out of School Report"pdf / 5.32 Mb

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15/04/2015

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