L’UNICEF Italia sulla giornata del Fiocchetto Lilla: più prevenzione, ascolto, cure per i disturbi della nutrizione e dell’alimentazione dei minorenni

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13/03/2026

I disturbi della nutrizione e dell’alimentazione rappresentano oggi una delle problematiche che più frequentemente colpiscono bambine, bambini e adolescenti, con un’incidenza in crescita soprattutto tra le ragazze. Si tratta di condizioni complesse, che incidono profondamente sulla salute fisica e mentale nel breve periodo e possono avere conseguenze gravi e durature nel tempo, compromettendo lo sviluppo, le relazioni sociali, il percorso scolastico e il benessere emotivo.

In occasione della Giornata del Fiocchetto Lilla, una ricorrenza nata per richiamare l’attenzione sui disturbi della nutrizione e dell’alimentazione, l’UNICEF Italia ricorda l’importanza di riconoscere i segnali di allarme in modo tempestivo e di promuovere un dialogo su questi temi perché le ragazze ed i ragazzi possano sentirsi sempre più accolti e supportati nel chiedere aiuto.

Il percorso Codice Lilla per la presa in carico dei disturbi alimentari in pronto soccorso

I disturbi della nutrizione e dell’alimentazione sono problematiche complesse, che non hanno un’unica causa ma nascono dall’intreccio di fattori psicologici, familiari, sociali e culturali. La grande varietà con cui questi disturbi possono manifestarsi rende spesso difficile riconoscerli in modo tempestivo. I segnali non sono sempre uguali e questo può complicare la diagnosi, compromettendone l’efficacia che è tanto più elevata quanto più precocemente ha inizio il percorso di cura.

Sul fronte della presa in carico e cura dei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione (DNA) nel 2018 il Ministero della Salute ha introdotto il “Codice lilla”, un protocollo specifico del pronto soccorso per accogliere e gestire in modo prioritario e appropriato i pazienti con sospetti disturbi della nutrizione e dell’alimentazione. 

Il percorso lilla in pronto soccorso include raccomandazioni operative rivolte a medici e infermieri e familiari, migliorando la presa in carico tempestiva soprattutto per adolescenti. Il Ministero della Salute ha stilato inoltre un documento dedicato ai familiari delle persone che soffrono di DCA (disturbi comportamento alimentare) in cui vengono condivise indicazioni pratiche per riconoscere e gestire i disturbi della nutrizione e dell’alimentazione.

Oggi, il codice lilla, anche se non obbligatorio, è adottato in molte strutture ospedaliere ed è attivo principalmente in ospedali con reparti specializzati in disturbi alimentari, dove il triage avvia percorsi dedicati.

Le priorità per prevenire e contrastare i disturbi alimentari

Il diritto alla salute, sancito dalla Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, è un diritto fondamentale e indivisibile: garantire prevenzione, diagnosi precoce e accesso tempestivo a cure adeguate significa tutelare il diritto di ogni minorenne a crescere in un ambiente che promuova il benessere, protegga la salute mentale e consenta di raggiungere il proprio pieno potenziale.


Per questo, l’UNICEF Italia raccomanda di:

  • rafforzare la raccolta e il monitoraggio sistematico dei dati sui disturbi della nutrizione e dell’alimentazione, con informazioni aggiornate, disaggregate per età e genere e comparabili a livello nazionale e regionale, al fine di orientare in modo efficace le politiche pubbliche;

  • garantire un accesso equo, tempestivo e omogeneo ai servizi di prevenzione, diagnosi e cura su tutto il territorio nazionale, riducendo le disuguaglianze territoriali e rafforzando l’integrazione tra pronto soccorso, servizi territoriali, neuropsichiatria infantile e medicina pediatrica;

  • rendere uniforme e pienamente operativo il Codice Lilla in tutti i Pronto Soccorso, accompagnandone l’implementazione con percorsi strutturati di formazione per il personale sanitario e con adeguati meccanismi di continuità assistenziale;

  • investire nella prevenzione primaria, promuovendo programmi continuativi nelle scuole volti a sostenere il benessere psicologico, l’educazione alimentare, l’alfabetizzazione emotiva e l’uso consapevole dei media digitali;

  • rafforzare il sostegno alle famiglie, prevedendo strumenti di accompagnamento, informazione e supporto psicologico lungo tutto il percorso di cura;

  • contrastare lo stigma e gli stereotipi attraverso campagne di sensibilizzazione e azioni di comunicazione pubblica che favoriscano una maggiore consapevolezza sociale del fenomeno, anche rispetto ai modelli proposti sulle piattaforme social;

13/03/2026

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