AIDS, nuovi dati UNICEF: importanti progressi, ma ancora forte il legame tra HIV e povertà

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29/11/2009

Secondo il nuovo rapporto lanciato oggi dall'UNICEF e da altre tre agenzie delle Nazioni Unite, gli sforzi dei governi nazionali per combattere l'AIDS, in particolar modo per la prevenzione della trasmissione del virus da madre a figlio, mostrano risultati positivi. Tuttavia, molti bambini colpiti da HIV/AIDS non ricevono ancora alcun aiuto.  


Il rapporto, intitolato Bambini e AIDS: IV Rapporto di Aggiornamento"è stato realizzato congiuntamente da UNICEF, UNAIDS, UNFPA e OMS. Il rapporto presenta dati aggiornati sugli interventi per la protezione delle donne e dei bambini dall’HIV/AIDS e fissa una serie di principi per migliorare l'efficacia di queste azioni.

 

I dati evidenziano che ci sono stati progressi significativi in alcuni Paesi sia nelle cure per impedire il contagio dell'HIV da madre a figlio, sia nella diffusione dei test per l'HIV tra le donne in gravidanza.

 

I farmaci antiretrovirali per prevenire il contagio madre-figlio sono attualmente distribuiti in Botswana al 95% delle persone che ne hanno bisogno, in Namibia al 91% e in Sudafrica al 73% - tutti Paesi con un'elevata incidenza di HIV.

 

Il primo farmaco salvavita è la volontà politica

«A livello globale, il 45% delle donne sieropositive in gravidanza riceve il trattamento per evitare la trasmissione dell'HIV ai figli, segnando un incremento di quasi il 200% dal 2005», afferma Ann Veneman, Direttore generale dell'UNICEF. «La sfida è di aumentare gradualmente le cure in Stati come la Nigeria, in cui si trova il 15% del totale delle donne in gravidanza sieropositive nel mondo».


Attualmente solo il 10% delle donne nigeriane ha effettuato il test per l'HIV, mentre il 90% delle donne in gravidanza affette da HIV non hanno ancora accesso alla terapia antiretrovirale.                        

 

Il legame tra povertà, salute materno-infantile e HIV rimane forte. Tuttavia i risultati sono evidenti laddove i governi hanno assunto seri impegni per affrontare il problema e dove la disponibilità di test e farmaci è stata inserita nei programmi di salute materna e infantile. I progressi saranno poi ancora maggiori se saranno affrontate le concause dell’HIV/AIDS, come la povertà, la disuguaglianza di genere o la violenza sessuale.

 

Sconfiggere l'AIDS pediatrico è possibile

«Non possiamo permetterci di abbassare la guardia» sottolinea Margaret Chan, Direttore generale dell'OMS. «In molti paesi ad alto reddito il problema dell’HIV pediatrico è stato praticamente eliminato. Dunque, questa è un'impresa possibile. L’OMS ha formulato nuove raccomandazioni in materia di prevenzione della trasmissione da madre a figlio che offrono un'importante opportunità per migliorare notevolmente la salute delle madri e dei bambini nei paesi a basso reddito».

I farmaci pediatrici per i bambini sieropositivi, nonostante siano stati prodotti in ritardo rispetto a quelli per gli adulti, sono aumentati fino a raggiungere il 38% della copertura totale, segnando un miglioramento di quasi il 40% in un solo anno.

Dati recenti indicano che la diagnosi nella fase neonatale (nei primi due mesi di vita), e un inizio precoce della terapia anti-retrovirale (ARV) può portare a una significativa riduzione della mortalità infantile. I dati mostrano tuttavia che, nel mondo, solo il 15% dei bambini nati da madri sieropositive vengono sottoposti al test nei primi due mesi di vita.

 

«Per aumentare i test  per l’HIV per mamme e bambini abbiamo bisogno di affrontare ostacoli sociali come la violenza, la stigmatizzazione e la discriminazione, e di rafforzare i sistemi sanitari» ribadisce Thoraya Ahmed Obaid, Direttore generale dell’UNFPA. «Attraverso la fornitura di servizi integrati per l’assistenza sanitaria materna e neonatale, attraverso la pianificazione familiare, i test per l’HIV,  la consulenza e la terapia, siamo in grado di migliorare e salvare la vita di milioni di donne e bambini».

 

La situazione dei bambini resi orfani dall'AIDS continua a essere un motivo di grande preoccupazione. Solo una famiglia su otto, tra quelle in cui vi sono bambini orfani o a rischio per causa dell'AIDS - riceve cure mediche, assistenza finanziaria o sussidi per l’istruzione. 

 

«I bambini hanno il diritto di nascere liberi dall’HIV»  conclude Michel Sidibé, Direttore generale dell’UNAIDS. «Nessun costo è troppo elevato per salvare le vite di madri e bambini. Possiamo raggiungere questo obiettivo la lotta contro l'AIDS passerà per il potenziamento dei servizi di base per la salute delle madri e dei bambini».

29/11/2009

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