Giornata mondiale contro l’AIDS: ogni giorno muoiono più di 300 bambini e adolescenti per cause legate all’AIDS

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30/11/2022

Secondo il nuovo rapporto dell'UNICEF, "Addressing inequities in the global response. Children, adolescents and AIDS in 2022", lanciato in occasione della Giornata Mondiale contro l'AIDS (domani, 1/12), ogni giorno 301 bambini e adolescenti (0-19 anni) muoiono per cause legate all'AIDS e, ogni giorno, si verificano 850 nuovi contagi nella stessa fascia d'età.

Nonostante rappresentino solo il 7% di tutte le persone che convivono con l'HIV, i bambini e gli adolescenti rappresentano il 17% - ovvero 110.000 - di tutte le morti legate all'AIDS e il 21% - ovvero 310.000 - dei nuovi contagi da HIV nel 2021. La maggior parte dei decessi per AIDS tra i bambini si è verificata nell'Africa orientale e meridionale (47% del totale) e nell'Africa occidentale e centrale (39% del totale). Nell'Africa subsahariana, l'HIV rimane una delle principali cause di morte tra gli adolescenti, soprattutto a causa del ritardo nell'identificazione e nel trattamento degli adolescenti (compresi quelli contagiati per trasmissione verticale).

Secondo le stime globali del 2021, solo 878.000 degli 1,68 milioni di bambini sotto i 15 anni con HIV in tutto il mondo hanno ricevuto terapie antiretrovirali, il che significa una copertura del 52%. Inoltre, solo il 59% dei bambini (di età compresa tra 0 e 14 anni) che convivono con l'HIV conosce il proprio stato, e, tra quelli in terapia, uno su cinque non è viralmente soppresso.

Bambini svantaggiati nelle comunità colpite da HIV

Questi dati sottolineano quanto i bambini siano svantaggiati all'interno della comunità delle persone colpite dall'HIV. Sebbene anche le stime globali comparabili per gli adulti di 15 anni e più siano inferiori agli obiettivi, la copertura delle terapie antiretrovirali fra gli adulti è sostanzialmente migliore: l'86% degli adulti che convivono con l'HIV conosce il proprio stato, il 76% è in trattamento con terapie antiretrovirali e, tra quelli in trattamento, il 92% è viralmente soppresso.

Sono dei risultati sconvolgenti, mentre il mondo entra nel quinto decennio dell'epidemia e sono passati più di 25 anni da quando sono state rese disponibili le terapie antiretrovirali salvavita.

Per la maggior parte, le tre disuguaglianze legate alla geografia, al genere e alla povertà esercitano il maggiore impatto sui bambini e gli adolescenti colpiti dall'HIV. Il luogo di nascita, il sesso e l'accesso alle risorse sono fattori determinanti per la vulnerabilità del bambino all'HIV, per la salute e la sicurezza generale, per l'accesso all'istruzione e per la probabilità di rimanere in povertà.

Le ragazze sono maggiormente contagiate

Le ragazze hanno un tasso di nuovi contagi da HIV tre volte superiore rispetto ai loro coetanei maschi. A livello globale, circa tre quarti (77%) dei nuovi contagi tra gli adolescenti avvengono tra le ragazze.

Ma forse le maggiori disparità rimangono tra le regioni. Come per gli adulti, i bambini e gli adolescenti sono più vulnerabili all'HIV nell'Africa sub-sahariana, che nel 2021 ospitava sei su sette (86%) di tutti i bambini e gli adolescenti di età compresa tra 0 e 19 anni colpiti da HIV. Di questi, tre quarti vivono nella sola Africa orientale e meridionale.

Per quanto drammatici, questi dati rappresentano un progresso rispetto alla situazione del 2010, quando si stimavano 320.000 nuovi contagi fra i bambini di età compresa tra 0 e 14 anni e 240.000 decessi per cause correlate all'HIV in questa fascia di età. I nuovi contagi da HIV tra i bambini più piccoli (0-14 anni) sono diminuiti del 52% dal 2010 al 2021, e anche i nuovi contagi tra gli adolescenti (15-19 anni) sono diminuiti del 40%. Allo stesso modo, la copertura della terapia antiretrovirale a vita tra le donne in stato di gravidanza colpite dall'HIV è aumentata dal 46% all'81% in un solo decennio.
Un gruppo di ragazze chiamate Super Banat che lavorano nell'ambito del CLAC (Centro per la lettura e le attività culturali) sono sostenute tecnicamente e finanziariamente dall'UNICEF.

Insicurezza alimentare, guerra e inflazioni sono le cause

L'aumento dell'insicurezza alimentare, la guerra in Ucraina, l'inflazione globale e il crescente numero di crisi umanitarie e disastri naturali hanno avuto un impatto sull'HIV, ostacolando gli sforzi per raggiungere i bambini e le loro famiglie con i servizi fondamentali di test, prevenzione e trattamento dell'HIV. Il rischio di trasmissione verticale (di madre in figlio) aumenta quando le donne in gravidanza e in allattamento non possono essere sottoposte al test per l'HIV e iniziare la terapia antiretrovirale a causa della mancanza di un'assistenza prenatale accessibile e di alta qualità.

I progressi nella prevenzione e nelle cure dell'HIV per bambini, adolescenti e donne in gravidanza si sono quasi arrestati negli ultimi tre anni, con molte regioni che non hanno ancora raggiunto la copertura dei servizi pre-COVID-19.

Nei quattro decenni trascorsi dall'inizio dell'epidemia di HIV, sono stati evitati milioni di contagi e di decessi grazie a programmi dedicati per offrire la terapia antiretrovirale alle donne in gravidanza e in allattamento, ai bambini e agli adolescenti che convivono con l'HIV. Tuttavia, gli obiettivi del 2020 non sono stati raggiunti e quelli definiti nella dichiarazione politica di alto livello del 2021 della 76ª Assemblea generale delle Nazioni Unite sembrano molto lontani dalla nostra portata.

30/11/2022

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