“Giovani d’oggi”: storie, arte e voci dalla OPS! Academy

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24/03/2026

Ci sono storie che attraversano confini e altre che provano a riscriverli. Nell’esposizione artistica “Giovani d’oggi”, conclusione del percorso della OPS! Academy promosso dall’Ufficio UNICEF per l’Europa e l’Asia Centrale, l’arte diventa uno spazio in cui ragazze e ragazzi con esperienze e origini diverse possono raccontarsi in prima persona, oltre stereotipi e semplificazioni. Il percorso ha coinvolto adolescenti e giovani, molti dei quali arrivati in Italia dopo esperienze migratorie differenti, in attività creative dedicate ai temi dell’inclusione e del contrasto alle discriminazioni. Le opere nascono da laboratori di scrittura, illustrazione, fotografia, danza, cucito e comunicazione digitale, sviluppati insieme ai tutor dell’Istituto Europeo di Design e della Scuola Holden.

Ogni progetto parte da un’esperienza personale e prende forma attraverso un processo condiviso, in cui il lavoro artistico diventa anche occasione per riflettere su identità, linguaggio e rappresentazione. Nei laboratori di scrittura, Akaber Hamadien ha lavorato con Margherita Minelli ed Edoardo Conoscenti (Scuola Holden), sperimentando testi in arabo, francese e italiano. Il percorso ha attraversato esercizi di descrizione dei personaggi, riflessioni sugli stereotipi e racconti legati ai concetti di utopia e distopia, per immaginare mondi possibili e interrogarsi su inclusione e discriminazione.

"Per me la scrittura è lo strumento che mi ha dato una voce e un’identità indipendente. Anche se sto ancora imparando l’italiano, mi piace tradurre i miei pensieri dalla mia lingua madre»"racconta Akaber, 16 anni.

Parlando del suo rapporto con la scrittura aggiunge: "Le parole sono un luogo in cui nessuno mi giudica. Quando scrivo, riesco a trasformare i pensieri in qualcosa di più chiaro". 

Akaber con il suo testo creativo

Nel percorso di illustrazione, Jeffrey Imade ha lavorato con Gaia Uboldi (IED) partendo da una vision board. Il progetto iniziale è cambiato durante il lavoro fino a diventare un disegno centrato sull’idea di amore come elemento di connessione tra persone diverse e culture differenti.

"Ho scelto l’amore come tema perché è un sentimento universale. Non giudica e non esclude"  racconta Jeffrey, 20 anni dalla Nigeria.

Nel suo disegno, spiega, ha voluto rappresentare "l’abbraccio tra persone e culture diverse" e l’idea che accettare gli altri possa contribuire a costruire una società più inclusiva.

Un altro percorso è quello di Ebrima Jawaneh, che ha sviluppato un progetto di cucito insieme ad Anna Amantea (IED). Partendo da immagini legate alle sue passioni, come il mare, il calcio e l’amicizia, ha realizzato una maglietta costruita attraverso bozzetti, revisioni e lavoro manuale. Il lavoro nasce dal desiderio di raccontare sé stesso attraverso simboli personali, trasformando esperienze vissute in elementi visivi.

"Vivo in Italia da due anni. Ho iniziato a cucire durante il viaggio verso l’Italia. Quando cucio, riesco a concentrarmi e a sentirmi tranquillo" spiega Ebrima, 18 anni dal Gambia mentre mostra con orgoglio la maglia che ha cucito.

Descrivendo il suo lavoro, spiega: "Ho scelto simboli che mi rappresentano: il numero 7, i fiori colorati, il mare e le mani intrecciate. Attraverso il cucito posso esprimere i miei sentimenti e trasmettere messaggi di speranza e fratellanza". 

Accanto a questi percorsi, la mostra include le opere di Anastasiia Prokipchuk, Ibrahim Mamouda, Demba Ali, Ivan Karpenko, Moussa Diakite, Tamba Ali, Dmytro ZakharenkoNourchene Jribi e Sani Arma, ciascuno con il proprio linguaggio e la propria modalità espressiva.

Il lavoro è stato accompagnato dai tutor dell’Istituto Europeo di Design – Anna Amantea, Arianna Iannone, Gaia Uboldi, Talia Demuro, Mariya Sofiya Renzetti, Massimo Gentile, Thomas Montebelli e Valeria Bracci – e della Scuola Holden, Edoardo Conoscenti e Margherita Minelli.

Nell’esposizione, testi, immagini, movimenti e oggetti convivono nello stesso spazio. Le opere raccontano percorsi diversi e restituiscono uno sguardo diretto su esperienze spesso raccontate da altri, lasciando spazio alle parole di chi le ha realizzate e offrendo al pubblico la possibilità di ascoltare storie narrate in prima persona. L’esposizione artistica sarà visitabile gratuitamente dal 21 al 27 marzo 2026 presso il Mercato Centrale di Roma, Stazione Termini (primo piano). 

 

Documenti disponibili

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24/03/2026

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