HERE4U, uno spazio dove i sogni sono legittimi

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12/05/2026

"La prima cosa che facciamo non è chiedere cosa ti è successo. 
La prima cosa che facciamo è farti sentire che, adesso, sei al sicuro."

Irene Esposito, psicologa clinica e psicoterapeuta, lavora con Here4U fin dalla nascita del progetto. In questi anni ha incontrato centinaia di ragazzi e ragazze che arrivano con la stessa postura: sempre in tensione, sempre in allerta, come se qualcosa potesse accadere da un momento all’altro.

Here4U è un servizio di ascolto e supporto psicologico e psicosociale rivolto a minori stranieri non accompagnati e giovani migranti e rifugiati. Si entra dalla chat di U-Report On The Move, la piattaforma di partecipazione digitale dell’UNICEF per giovani migranti e rifugiati. È uno spazio protetto, gratuito, multilingue, dove c’e’ sempre qualcuno che risponde.

Ma non è solo una chat: dietro c’è una rete di psicologi, mediatori, operatori sociali e legali che prende in carico le persone nel loro insieme.

Solo nel 2025, Here4U ha intercettato oltre 560 persone che hanno iniziato un vero percorso di supporto psicologico. Numeri che raccontano una domanda enorme, spesso invisibile.

"Molti di loro non hanno ancora una casa vera, una scuola, una lingua, un documento», spiega Irene. «Chiedere subito di raccontarsi è come chiedere a qualcuno di togliersi l’armatura mentre è ancora in mezzo al pericolo. 

Stella e Debora, sono le operatrici che si occupano della prima selezione dei casi che vengono poi affrontati dal team di psicologi di cui fanno parte martina e irene

In Here4U si parte dal presente: dal dormire, dal mangiare, dal respirare. Si costruisce una base abbastanza stabile da poter, un giorno, guardare indietro senza essere travolti.

Martina Mancini, arteterapeuta, lavora in co-terapia proprio su questo. "Spesso il corpo è diventato un posto difficile da abitare», racconta. «Per questo usiamo esercizi di bioenergetica, lavoro sensoriale, arte. Non come qualcosa di forzato, ma come una possibilità.»

Una delle storie che porta sempre con sé è quella di un giovane arrivato dall’Armenia poco dopo i diciott’anni. Era intelligente, autonomo, parlava bene italiano, ma viveva in uno stato di agitazione continua.

"All’inizio era come se fosse in una gabbia», dice Martina. «Poi, piano piano, ha iniziato a respirare di più, a mangiare di più, a sentire il corpo"

Attraverso il lavoro creativo ha riscoperto una parte di sé che aveva sepolto. Ha iniziato a produrre vestiti, a disegnare, a immaginarsi diverso. Ha lasciato chimica e si è iscritto all’Accademia di Belle Arti per diventare stylist.

"A un certo punto mi ha detto: “Io sono questo. Voglio essere questo.” 

Intanto, Here4U lavorava anche sul resto: il permesso di soggiorno, i contatti con l’università, il lavoro. Perché qui la cura non è mai solo dentro una stanza.

Irene racconta che una parte enorme del lavoro è parlare con le comunità, con gli operatori, per riempire la vita delle persone. "e uno sta un po’ meglio ma poi torna in una giornata vuota, senza scuola o attività, quel miglioramento non regge."

Un ragazzo dal Bangladesh, arrivato minorenne, all’inizio parlava solo dei suoi malanni. Ansia, insonnia, dolori. Non parlava italiano, non riusciva a spiegarsi dal medico.

"Per mesi era come un disco inceppato", dice Irene. "Ma qualcuno lo ascoltava. Non lo mandava via."

Quando ha capito che quello spazio non sarebbe sparito, le lamentele sono diventate una storia. Con una mediatrice e un tirocinante ha imparato l’italiano. È entrato nel servizio pubblico. Ha fatto un corso retribuito. Ora va a scuola serale.

"Un giorno mi ha detto: “Non avrei mai pensato di poter fare queste cose.”

Here4U è questo: uno spazio digitale che diventa reale. Un luogo dove qualcuno ti prende sul serio, ti aiuta a capire cosa puoi fare, e ti accompagna mentre lo fai.

"Noi non diamo soluzioni dall’alto», dice Irene. «Diamo possibilità."

Martina lo dice in un altro modo: "È uno spazio dove i sogni sono legittimi. I miei, i tuoi. Anche se non sei nato qui." 

Here4U ha chiuso oltre 560 casi solo nel 2025

12/05/2026

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