In Mali, i gemelli Abdoulaye e Oumou sono vivi grazie all’energia solare che l’UNICEF porta negli ospedali
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Per i piccoli Abdoulaye e Oumou, gemellini fragili dalla nascita, l’energia solare significa cure costanti e quindi sopravvivenza. Migliorare l’accesso alla sanità in paesi come il Mali richiede il potenziamento delle infrastrutture sanitarie, in particolare la possibilità di avere una fonte di energia regolare.
Qui entra in gioco l’energia solare: nell’ospedale di Timbuctù, l’energia prodotta dai pannelli fotovoltaici mantiene in funzione le apparecchiature vitali 24 ore su 24, garantendo assistenza continua ai pazienti nelle unità di pediatria, maternità e neonatologia.
L’assistenza continua era esattamente ciò di cui Abdoulaye e Oumou avevano bisogno. Fragili alla nascita, i gemellini sono stati immediatamente ricoverati. Con l’energia solare in grado di mantenere tutto in funzione, hanno potuto restare in cura fin quando non sono diventati abbastanza forti da essere dimessi.
Grazie all'installazione dei pannelli solari, il nostro ospedale ora dispone di un approvvigionamento continuo di elettricità, che copre i servizi più sensibili come maternità, pediatria e neonatologia
Dottor Djibril Kassogué, Direttore Generale dell'Ospedale di Timbuctù
Senza energia, anche le cure più semplici diventano impossibili
L’energia solare gioca un ruolo importante in molti programmi ed iniziative dell’UNICEF in tutto il mondo, è una soluzione che aiuta la resilienza dei servizi e delle infrastrutture vitali, dagli ospedali alle scuole fino ai sistemi idrici.
I sistemi idrici alimentati dall’energia solare hanno un impatto significativo: migliorano la qualità dell’approvvigionamento idrico delle comunità, di fronte di un calo del livello dell’acqua e agli eventi climatici estremi. Anche durante una siccità, quando i pozzi poco profondi si prosciugano, questi sistemi permettono di pompare acqua dai livelli più profondi del sottosuolo. I bambini possono continuare ad imparare, grazie alla possibilità di avere fonti di acqua potabile nelle scuole.
Talfi Maïga e Adama Maïga, operatori sanitari dell'ospedale di Timbuctù, tengono in braccio Abdoulaye e Oumou, i gemellini ricoverati nell'unità neonatale. L'energia solare ha contrubuito alla sopravvivenza dei due neonati, che sono stati ricoverati ad appena due giorni di vita
Anche in contesti di guerra, come in Ucraina, dove il conflitto ha decimato infrastrutture energetiche fondamentali abbiamo incoraggiato l’impiego dell’energia solare per aiutare nella ripresa.
Nonostante l’UNICEF abbia sostenuto il ricorso al solare e ad altri progetti ad impatto zero in oltre 80 paesi, il potenziale dell’energia solare, in grado di rivoluzionare il mondo contribuendo ad appianare alcune delle disuguaglianze più evidenti, deve ancora essere pienamente realizzato.
Attraverso l’area Innovation, l’UNICEF sta lavorando attivamente per accelerare gli investimenti sulle energie rinnovabili in tutto il mondo, affrontando al contempo le sfide legate all’attuazione e altri ostacoli, attraverso il progetto Alpha.
Costruire Resilienza nelle comunità del Sahel
Il potenziamento dell’ospedale di Timbuctù, basato sul solare fa parte di un’iniziativa pilota dell’UNICEF chiamate “Costruire Resilienza nel Sahel”. Il progetto si concentra sul rafforzamento del sistema sanitario e altri servizi fondamentali in Mali e in altri paesi confinanti, in una regione soggetta a crisi ricorrenti.
Adottando un approccio multisettoriale basato su due fronti diversi, il programma mira a migliorare la pianificazione e l’erogazione di servizi essenziali: dotando al tempo stesso comunità, famiglie e singoli individui degli strumenti necessari per resistere a shock e difficoltà, tra cui l’accesso inaffidabile o interrotto all’elettricità, che è una delle problematiche più comuni.
Dal 2019 al 2023, con la prima fase del programma, più di 3,5 milioni di persone vulnerabili in Mali, Mauritania e Niger, di cui 2,7 milioni di bambini, hanno ricevuto supporto diretto attraverso due o più interventi, focalizzati sulla capacità di ripresa.
Per la seconda fase del programma, dal 2023 al 2027, “Costruire Resilienza nel Sahel” si sono aggiunti altri due paesi, Ciad e Burkina Faso, per arrivare a raggiungere altre 14 milioni di persone, compresi 8 milioni di bambini.
Il programma è finanziato dal Ministero Federale Tedesco per la Cooperazione Economica e lo Sviluppo . I partner includono UNICEF, il Programma Alimentare Mondiale (WFP) e l’Agenzia Tedesca per la Cooperazione Internazionale.
Garantire che gli operatori sanitari possano fornire servizi di assistenza ininterrotta per bambini e donne, assistenza prenatale così come postnatale, servizi di vaccinazione, la cura dell’HIV e la risposta alla violenza di genere, è una priorità di questa partnership.


