L'UNICEF e l'UNFPA allarmati per la proposta di abrogazione della legge che vieta le mutilazioni genitali femminili in Gambia

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25/03/2024

Mentre si intensifica il dibattito sulla proposta di abrogazione della legge che vieta le mutilazioni genitali femminili (FGM), siamo profondamente preoccupati per la potenziale inversione di tendenza di decenni di lavoro investiti nella protezione dei diritti e della dignità di donne e bambine.

La proposta di abrogazione del divieto di FGM, definita circoncisione femminile nella legge sulle donne (emendamento) del 2015, è una grave violazione dei diritti umani e una battuta d'arresto nella lotta globale contro la violenza di genere. Questa mossa non solo non tiene conto dell'immensa sofferenza provata dalle sopravvissute alle FGM, ma mina anche i progressi compiuti nella sensibilizzazione, nel cambiamento di mentalità e nella mobilitazione delle comunità per abbandonare questa pratica dannosa. Viene lanciato il messaggio che i diritti e la dignità delle ragazze e delle donne sono sacrificabili, perpetuando un ciclo di discriminazione e violenza che non trova posto in una società giusta ed equa.

L’introduzione del divieto alle FGM in Gambia nel 2015 ha rappresentato una pietra miliare significativa negli sforzi del paese di salvaguardare i diritti e il benessere della popolazione femminile ed è stata considerata un modello di legislazione progressista a livello mondiale. Essa rappresenta un faro di speranza per le innumerevoli ragazze, molte delle quali senza voce, che hanno affrontato il rischio di sottoporsi a questa procedura traumatica, e ha segnalato l'impegno del governo a porre fine a questa pratica dannosa.

Evitare un passo indietro e mantenere il divieto

L'abrogazione di questa legge creerà un pericoloso precedente e renderà il Gambia il primo Paese al mondo ad aver fatto un passo indietro rispetto a tali impegni.

Il Gambia è firmatario di numerosi strumenti internazionali che sostengono e proteggono i diritti delle donne e delle ragazze. Pertanto, chiediamo con fermezza al governo di rispettare gli obblighi previsti dalla legge internazionale sui diritti umani e di mantenere il divieto delle FGM. Esortiamo inoltre il Governo a rafforzare gli sforzi per prevenire e affrontare la pratica attraverso solidi meccanismi di applicazione e interventi mirati con le comunità, compresi uomini e ragazzi, nonché a rafforzare i servizi sanitari e ad ampliare le opportunità per donne e ragazze, per affrontare le cause alla radice.

Siamo solidali con le sopravvissute, gli attivisti, le organizzazioni della società civile, le organizzazioni religiose e tutti coloro che lavorano instancabilmente per porre fine a questa violazione dei diritti umani. Insieme, dobbiamo raddoppiare i nostri sforzi per proteggere i diritti e la dignità delle ragazze e delle donne di tutto il mondo e garantire un futuro libero dalla pratica dannosa delle FGM.


Dichiarazione congiunta di
Nafisa Binte Shafique, Rappresentante dell’UNICEF in Gambia e di
Ndeye Rose Sarr, Rappresentante UNFPA in Gambia

25/03/2024

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