L'UNICEF incontra i bambini sopravvissuti all'attacco alla prigione del nord-est della Siria

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07/02/2022

"L'UNICEF ha incontrato alcuni dei bambini ancora reclusi nel centro di detenzione di Ghwayran, ad al-Hasakah, nel nord-est della Siria. Per almeno dieci giorni, questi bambini, che hanno vissuto in condizioni terribili nel centro di detenzione di Ghwayran - molti di loro reclusi per anni - sono stati testimoni e sono sopravvissuti all'intensificarsi della violenza all'interno e intorno alla prigione in seguito all'attacco di metà gennaio.

Nonostante siano ora accessibili alcuni dei servizi di base, la situazione di questi bambini è terribilmente precaria.

I bambini non avrebbero mai dovuto trovarsi in quel luogo. L'UNICEF sta lavorando per fornire subito sicurezza e assistenza ai bambini, mentre continuiamo a chiedere a tutte le parti interessate di trovare immediatamente soluzioni a lungo termine nel superiore interesse dei bambini.

L’UNICEF riconosce lo sforzo delle autorità locali per stabilizzare la situazione dentro e fuori la prigione. Il lavoro fatto per valutare le condizioni dei bambini e supportare la loro cura e protezione è stato prezioso e deve continuare.

Anche i danni nell'area circostante sono significativi. Le case sono state distrutte, colpendo un numero stimato di 30.000 persone. È urgente supportare ogni sforzo, anche da parte del governo della Siria e delle autorità locali, per fornire assistenza immediata alle popolazioni colpite.

L'UNICEF conferma di essere pronto a contribuire a sostenere un nuovo luogo sicuro nel nord-est della Siria per prendersi cura dei bambini più vulnerabili - alcuni anche di 12 anni.

I bambini non dovrebbero mai essere detenuti perché associati a gruppi armati. I bambini associati e reclutati dai gruppi armati dovrebbero sempre essere trattati come vittime del conflitto.

L'UNICEF continua a chiedere l'immediato rilascio dei bambini nella prigione di Ghwayran e in tutti i centri di detenzione nel nord-est della Siria, e che vengano affidati a coloro che si occupano della protezione dei bambini. Chiediamo agli stati membri dei bambini stranieri di rimpatriare urgentemente questi bambini, in linea con il loro superiore interesse.

L'UNICEF è pronto a facilitare il rimpatrio rapido e sistematico dei bambini stranieri e il reintegro dei bambini in Siria nelle loro comunità di origine.

Il momento di agire è adesso. Per le decine di migliaia di bambini bloccati nel nord-est della Siria, ogni giorno conta. L'attuale ritmo di rimpatrio e reintegro dei bambini bloccati nel nord-est della Siria è decisamente troppo lento. Questo è inaccettabile".

Dichiarazione di Bo Viktor Nylund, Rappresentante dell'UNICEF in Siria.

07/02/2022

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