L’UNICEF, insieme a 19 Organizzazioni, lancia “Storie che aprono le porte” una mappatura delle pratiche di accoglienza in Italia
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L’UNICEF e la Comunità di Pratiche per l’accoglienza di minorenni stranieri non accompagnati e giovani con background migratorio presentano oggi due nuovi documenti strategici: “Storie che aprono le porte”, una mappatura operativa delle pratiche di accoglienza familiare e relazionale in Italia, e un decalogo di raccomandazioni congiunte rivolte alle istituzioni e al sistema di protezione.
La presentazione nel corso della tavola rotonda che si è tenuta a Villa Altieri, a Roma, in collaborazione con l’Assessorato alle Politiche Sociali e alla Salute di Roma Capitale, e con il supporto di Pieux Etablissements.
I due documenti sono il risultato del lavoro congiunto della Comunità di Pratiche sull’Accoglienza di minorenni stranieri non accompagnati e neomaggiorenni, uno spazio strutturato di confronto e co-costruzione promosso dall’UNICEF a partire da ottobre 2024 insieme a CNCA e Refugees Welcome Italia, con la supervisione scientifica della Fondazione ISMU. Alla Comunità partecipano 19 organizzazioni del terzo settore, istituti di ricerca e organizzazioni internazionali, impegnate nel rafforzamento della qualità del sistema di protezione in Italia.
Oltre l’accoglienza: pratiche generative per l’autonomia dei minorenni stranieri non accompagnati
“Storie che aprono le porte” analizza e valorizza il potenziale delle pratiche di affido familiare, accoglienza in famiglia, cohousing e social housing, mentoring, tutela volontaria e sociale e interventi di prossimità come vettori privilegiati di autonomia e inclusione per minorenni stranieri non accompagnati e neomaggiorenni. La mappatura restituisce una nuova tassonomia dell’accoglienza, basata su tre dimensioni individuate dalla Comunità di Pratiche: residenziale, che comprende affido familiare, accoglienza in famiglia, cohousing e social housing; relazionale, come mentoring e tutela volontaria e sociale; di prossimità, caratterizzata da sostegni flessibili e relazioni informali.
Il documento analizza 18 pratiche attive in 9 regioni italiane, esaminate attraverso un impianto metodologico rigoroso che combina analisi documentale e interviste semi-strutturate ai referenti delle organizzazioni coinvolte. L’analisi è stata condotta alla luce di temi chiave connessi alla Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza: professionalità degli operatori, partecipazione attiva di minorenni e giovani, coinvolgimento della comunità, formazione e sostegno agli accoglienti, lavoro in partenariato e sostenibilità.
Accanto alla mappatura, il decalogo di raccomandazioni traduce le evidenze emerse in indicazioni operative di policy e prassi, rivolte a Ministeri, ANCI, AGIA, Regioni, Enti locali, strutture di accoglienza e attori del terzo settore. Tra le principali raccomandazioni: il rafforzamento dell’accesso all’affido familiare per tutti i minori, compresi i MSNA, l’istituzionalizzazione dell’accoglienza in famiglia, la garanzia di continuità dei percorsi oltre i 18 anni, il riconoscimento di mentoring e tutela sociale come presidi relazionali fondamentali e il sostegno qualificato e continuativo alle famiglie accoglienti