La medaglia di Yusra: "A Rio ho nuotato per tutti i rifugiati"

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21/08/2016

22 agosto 2016 - Di vincere una medaglia non se lo sognava neppure, contro atlete molto più forti e allenate di lei, ma a Rio Yusra Mardini, diciottenne siriana profuga in Germania e atleta-simbolo del Refugees Olympic Team (ROT), l'inedita squadra olimpica composta da rifugiati, ha vinto tutto quello che poteva vincere. 

Un anno fa la storia del suo eroico salvataggio di un'imbarcazione con 17 profughi, trainata a nuoto nel braccio di mare tra la Turchia e l'isola greca di Lesbo, aveva commosso e stupito il mondo.

Dodici mesi dopo, Yusra è a Rio a gareggiare fianco a fianco con campionesse e primatiste del calibro della svedese Sarah 
Sjöström (che qui vincerà tre medaglie e frantumerà ancora una volta il record dei 100 farfalla), dell'australiana Cate Campbell o della nostra Federica Pellegrini.

Yusra Mardini durante una conferenza stampa alle Olimpiadi di Rio 2016 - ©Getty Images/Ken Robertson


«Sapevo che sarebbe stata dura, ma essere qui è già stata una vittoria per me» aveva detto ai numerosi giornalisti che la attorniavano appena uscita dalla vasca in cui, pur vincendo la sua batteria dei 100 metri farfalla con il tempo di 1'09"21, sapeva di essere molto lontano dal tempo minimo richiesto per approdare al turno successivo, le semifinali. 

La gioia di partecipare al più grande evento sportivo del mondo e di rappresentare in quella sede milioni di uomini e donne costrette dalla guerra e dalle persecuzioni ad abbandonare il proprio paese si è ripetuta per Yusra quattro giorni dopo, il 10 agosto, quando è scesa in vasca per disputare le eliminatorie dei 100 metri stile libero.

Anche in questo caso Yusra ha portato a termine una gara onorevole, nuotando al meglio delle sue possibilità ma rimanendo (1'04"66) a molti secondi di distanza dai tempi delle campionesse che andranno a disputarsi le medaglie. 

Yusra Mardini durante una conferenza stampa alle Olimpiadi di Rio 2016 - ©Getty Images/Ken Robertson


«Sono orgogliosa di avere rappresentato la squadra dei rifugiati, un team fantastico. Il mio obiettivo? Partecipare a Tokio 2020, e allenarmi duramente per avere qualche possibilità in più da giocare».

Sarebbe bello se il sogno di Yusra si avverasse, e che alle prossime Olimpiadi potesse nuotare sotto la bandiera del suo paese, una Siria finalmente tornata in pace. Nel frattempo, Yusra continuerà ad allenarsi in Germania, circondata dall'affetto e dalla stima di tante persone,

«Voglio continuare a nuotare. E voglio continuare a farlo per tutti i rifugiati.»

21/08/2016

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