La Somalia ricomincia dalla democrazia

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11/09/2012

L’elezione a sorpresa di Hassan Sheick Mohamud alla carica presidenziale apre una nuova epoca nella storia della Somalia.

Dopo due decenni di caos e guerra civile - la Somalia è stata a lungo l’unico Stato al mondo privo di un governo - e una fase di transizione durata 8 anni, il martoriato paese africano si avvia sulla strada della stabilità e della pacificazione, come auspicato da Augustine Mahiga, Rappresentante speciale dell’ONU per la Somalia.

Mohamud, 56 anni, nativo della regione di Haran nel centro del Paese, laureato in tecnologia e specializzato in educazione tecnica, ha lavorato per molti anni come esperto nelle Organizzazioni umanitarie, ricoprendo anche l’incarico di Education Officer per l’UNICEF in Somalia tra il 1993 e il 1995.

Successivamente (1999) ha contribuito alla fondazione della SIMAD University di Mogadiscio, di cui è stato preside fino al 2010. Nel 2011 è entrato in politica, dando vita al Partito della Pace e dello Sviluppo (PDP), formazione indipendente di cui è leader.

La sua elezione ha sorpreso molti degli osservatori, in quanto i pronostici erano tutti per il presidente uscente, Sharif Sheick Ahmed. Mohamud ha prevalso al secondo turno del ballottaggio con 190 voti contro 79 in quella che lo stesso candidato sconfitto ha dichiarato "la prima elezione regolare avvenuta in Somalia da 42 anni".

«La selezione di un nuovo Presidente pone termine a otto anni di transizione politica» ha dichiarato il Segretario Generale dell’ONU Ban Ki-moon congratulandosi con il nuovo Parlamento Federale per bocca di un suo portavoce.

«Il Segretario Generale incoraggia il nuovo Presidente a procedere rapidamente alla nomina di un governo che sia inclusivo e affidabile, e che possa iniziare l’opera di pacificazione nazionale.»

La Somalia, insieme agli Stati Uniti, è l’unico Stato al mondo a non avere ancora ratificato la Convenzione ONU sui Diritti dell’infanzia e dell’adolescenza del 1989.

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ULTIMORA (12 settembre 2012, h. 15)
 
Non si fa attendere la reazione degli Shebab, gli estremisti islamici legati ad Al Qaeda. 

Un attentatore suicida si è fatto esplodere all’ingresso dell’hotel dove il neo-presidente somalo stava tenendo una conferenza stampa insieme al Ministro degli Esteri del Kenya. I due uomini politici sono rimasti fortunatamente illesi e non risultano altre vittime oltre all’attentatore stesso.

11/09/2012

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