L'acqua e i servizi igienico-sanitari sono vitali per la sicurezza degli operatori sanitari e dei pazienti

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13/12/2020

Secondo il nuovo rapporto UNICEF-OMS, Global progress report on WASH in health care facilities: fundamentals first, circa 1,8 miliardi di persone sono maggiormente esposte al rischio di COVID-19 e di altre malattie perché utilizzano o lavorano in strutture sanitarie prive di servizi idrici di base. L'acqua e i servizi igienico-sanitari (WASH) sono vitali per la sicurezza degli operatori sanitari e dei pazienti, anche se alla fornitura di questi servizi non viene data prioritaria.

In tutto il mondo, 1 struttura sanitaria su 4 non ha servizi idrici, 1 su 3 non ha accesso all'igiene delle mani nei luoghi in cui viene fornita l'assistenza, 1 su 10 non ha servizi igienici* e 1 su 3 non separa i rifiuti in modo sicuro. 

La situazione peggiore di tutte è quella dei 47 Paesi meno sviluppati (PMS) del mondo: 1 struttura sanitaria su 2 non dispone di acqua potabile di base, 1 struttura sanitaria su 4 non dispone di servizi di base per l'igiene delle mani nei punti di cura, e 3 su 5 non dispongono di servizi igienici di base.

Il rapporto è stato realizzato in quanto il COVID-19 sta rivelando le principali vulnerabilità all'interno dei sistemi sanitari, tra cui prevenzione e controllo inadeguato dei contagi.   «Lavorare in una struttura sanitaria senza acqua e servizi igienico-sanitari è come mandare infermieri e medici a lavorare senza dispositivi di protezione individuale» ha dichiarato Tedros Adhanom Ghebreyesus, Direttore generale dell'OMS.  

«L'approvvigionamento idrico e i servizi igienico-sanitari nelle strutture sanitarie sono fondamentali per fermare il COVID-19. Ma ci sono ancora grandi lacune da colmare, soprattutto nei Paesi meno sviluppati».    «L'invio di operatori sanitari e di persone che necessitano di cure in strutture prive di acqua pulita, di servizi igienici sicuri o anche di sapone mette a rischio la loro vita», ha dichiarato il Direttore generale dell'UNICEF Henrietta Fore.  

«Questo era certamente vero prima della pandemia da COVID-19, ma l'anno in corso ha reso impossibile ignorare queste disparità. Nell'immaginare e plasmare un mondo post-COVID, fare in modo di mandare bambini e madri in luoghi di cura dotati di adeguati servizi idrici e igienico-sanitari non è solo qualcosa che potremmo e dovremmo fare. È un dovere assoluto».   La situazione può migliorare. Le stime preliminari del rapporto indicano che consentire a tutti i 47 paesi meno sviluppati di realizzare servizi idrici di base nelle strutture sanitarie costerebbe circa 1 dollaro statunitense pro capite. In media, ogni anno sono necessari 0,20 dollari pro capite per il funzionamento e la manutenzione dei servizi. 

Secondo il rapporto, gli investimenti immediati e incrementali nelle strutture idriche e igienico-sanitarie hanno un grande ritorno: migliorare l'igiene nelle strutture sanitarie è un ottimo investimento per affrontare la resistenza agli antimicrobici.   Riduce i costi dell'assistenza sanitaria perché riduce i contagi associati all'assistenza sanitaria (che sono costosi da curare).   Si risparmia tempo perché gli operatori sanitari non devono cercare acqua per l'igiene delle mani. Una migliore igiene aumenta anche la fruizione dei servizi. Tutto questo si traduce in un ritorno di 1,5 dollari per ogni dollaro investito. 

Questi servizi sono particolarmente importanti per le popolazioni vulnerabili, tra cui le madri in stato di gravidanza, i neonati e i bambini.   Il miglioramento dei servizi idrici e igienico-sanitari nelle strutture sanitarie è particolarmente importante nel periodo del parto, quando troppe madri e neonati soffrono e muoiono, anche a causa di condizioni prevenibili come la sepsi.   Migliori servizi idrici e igienico-sanitari potrebbero salvare un milione di donne in stato di gravidanza e neonati e ridurre i nati morti. 

Il rapporto fornisce quattro raccomandazioni principali:

  • Implementare programmi nazionali a costi contenuti con finanziamenti adeguati;
  • Monitorare e rivedere regolarmente i progressi compiuti nel miglioramento dei servizi, delle pratiche e di un ambiente favorevole nel settore dei servizi idrici e igienico-sanitari;
  • Sviluppare le capacità del personale sanitario per il mantenimento dei servizi idrici e igienico-sanitari e promuovere e mettere in pratica una buona igiene;
  • Integrare i servizi idrici e igienico-sanitari nella programmazione, nella pianificazione del budget e nell'elaborazione dei programmi del settore sanitario, compresi gli sforzi di risposta e di recupero per il COVID-19 per fornire servizi di qualità.


I partner globali per la sanità e i servizi idrici e igienico-sanitari hanno dimostrato il loro sostegno per il raggiungimento degli obiettivi dei servizi idrici e igienico-sanitari nelle strutture sanitarie a livello globale e nazionale.   Nel 2020, più di 130 partner hanno impegnato risorse, 34 di loro hanno assunto impegni finanziari dedicati per un totale di 125 milioni di dollari.

Tuttavia, l'attuazione della Risoluzione dell'Assemblea Mondiale della Sanità del 2019 sui servizi idrici e igienico-sanitari nelle strutture sanitarie non è equa.    Dei quasi 50 Paesi per i quali l'OMS e l'UNICEF dispongono dati, l'86% ha aggiornato gli standard e il 70% ha condotto valutazioni iniziali che mostrano che queste aree sono generalmente sulla buona strada.

Tuttavia, solo un terzo dei paesi ha calcolato il costo dei servizi idrici e igienico-sanitari nazionali nella programmazione per le strutture sanitarie e solo il 10% ha incluso gli indicatori per i servizi idrici e igienico-sanitari nel monitoraggio dei sistemi sanitari nazionali.

Sono necessari maggiori finanziamenti globali, supporto tecnico e risorse interne che facciano da catalizzatore per mantenere gli operatori sanitari e i pazienti al sicuro e protetti.   Ora, esiste l'opportunità di costruire sugli sforzi e gli impegni esistenti e di integrare i servizi idrici e igienico-sanitari nelle strutture sanitarie in tutti i piani nazionali di risposta al COVID-19, la distribuzione di vaccini e i pacchetti di ripresa economica.  

«Per milioni di operatori sanitari in tutto il mondo, l'acqua è un dispositivo di protezione individuale (DPI)», ha dichiarato Jennifer Sara, Direttore globale per l'acqua del Gruppo della Banca Mondiale.   «È essenziale che i finanziamenti continuino a muoversi per portare acqua e servizi igienico-sanitari a coloro che combattono la crisi del COVID in prima linea. Il finanziamento dei servizi idrici e igienico-sanitari nelle strutture sanitarie è tra gli investimenti più efficaci in termini di costi che i governi possano realizzare».

I dati pubblicati dall'OMS a ottobre indicano che i contagi da COVID-19 tra gli operatori sanitari sono di gran lunga superiori a quelli della popolazione generale: gli operatori sanitari rappresentano meno del 3% della popolazione, ma costituiscono il 14% dei casi globali di COVID-19 segnalati all'OMS. Garantire che gli operatori sanitari abbiano le necessità di base legate ai servizi idrici e igienico-sanitari per mantenere se stessi, i loro pazienti, le loro famiglie e i loro bambini al sicuro - è imperativo.   «Milioni di persone non hanno altra scelta se non quella di rivolgersi al 50% delle strutture sanitarie dei paesi in via di sviluppo che non dispongono di acqua pulita in loco.

Questo non può continuare. Ogni giorno sia la vita degli operatori sanitari che quella dei pazienti sono messe a rischio», ha dichiarato Tim Wainwright, Chief Executive dell'associazione internazionale WaterAid.   « Se gli operatori sanitari in prima linea non sono in grado di lavarsi le mani, di fornire acqua pulita ai loro pazienti o di avere un posto decente in cui andare in bagno, un ospedale non è affatto un ospedale - è un terreno fertile per le malattie».

Note: I dati del rapporto di quest'anno comprendono le statistiche di 165 paesi, provenienti da sondaggi in cui sono rappresentate 760.000 strutture. Rispetto al rapporto di riferimento dell'anno scorso, le stime erano disponibili per 125 paesi, con dati provenienti da sondaggi in cui erano rappresentate 560.000 strutture.  I dati sui progressi delle contee nell'attuazione della Risoluzione dell'Assemblea Mondiale della Sanità rappresentano 47 paesi. È la prima volta che questi dati sono stati compilati e analizzati.
*I servizi igienici rappresentano le misure adottate per garantire la gestione igienica degli escrementi lungo tutte le fasi della catena di trattamento: raccolta, contenimento, svuotamento, trasporto, trattamento e smaltimento sicuro.

Documenti disponibili

Global-progress-report-WASH-health-care-facilities-2020pdf / 7.37 Mb

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13/12/2020

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