20 bambini uccisi da inizio 2017, basta guerra in Siria!

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22/02/2017

23 febbraio 2017 – Le strazianti immagini di un bambino che urla chiedendo di suo padre subito dopo aver perso entrambe le gambe in un bombardamento a Idlib, la settimana scorsa, rappresentano un altro terribile monito su come i bambini in Siria continuino a vivere e morire a causa di una guerra che sta per compiere il suo sesto anno.
 
Questa settimana, mentre proseguono a Ginevra i negoziati tra le parti coinvolte nel conflitto per tentare di arrivare ad una pace, noi lanciamo un appello a tutti loro per mostrare una leadership coraggiosa per i diritti dei bambini; e noi chiediamo a ciascuno di loro di rispondere a questa domanda: e se fossero i tuoi figli?
 
Dall'inizio del 2017 non meno di 20 bambini sono stati uccisi in bombardamenti, e ancora più numerosi sono quelli rimasti feriti. Fra loro anche una bambina nata da appena un giorno, ferita quando la sua casa è stata bombardata nella zona rurale di Damasco. 

E sono quasi 2 milioni i bambini completamente tagliati fuori dagli aiuti di cui hanno urgente bisogno, a causa delle restrizioni all'accesso imposte alle organizzazioni umanitarie.

Questi dati rappresentano in modo lampante come l’annunciata cessazione delle ostilità, nello scorso dicembre, sia ben lontana dal tradursi in protezione e aiuti umanitari per tutti i bambini in Siria. 

A oggi, soltanto tre convogli umanitari hanno potuto raggiungere i bambini nelle aree sotto assedio.
 
Il costo incommensurabile delle vite e delle sofferenze dei bambini dovrebbe essere motivo di vergogna per il mondo intero, e spingere la comunità internazionale a intraprendere azioni immediate per trovare soluzioni politiche alla guerra. 

Ricordiamo a tutte le parti in conflitto i loro obblighi secondo il diritto internazionale umanitario a proteggere i bambini in ogni momento, ovunque si trovino e sotto il controllo di qualunque parte nel conflitto.

In tutta la Siria i bambini continuano a soffrire per le costanti e diffuse violenze e per la mancanza d beni di prima necessità. 

Le parti in conflitto devono garantire alle organizzazioni umanitarie un accesso immediato, incondizionato e duraturo a tutti i bambini che hanno bisogno di aiuto, in qualunque parte del paese.
 
Ogni assedio deve cessare

Il saccheggio di aiuti di prima necessità dai convogli umanitari è inaccettabile, così come l’utilizzo dell’acqua come arma di guerra.
 
Tutte le parti in conflitto e tutti coloro che possono avere un’influenza sugli eventi devono agire con estrema urgenza per far tacere finalmente le armi.

È giunto il momento che tutti coloro che hanno a cuore i bambini della Siria parlino di loro. Gli oltre 10 milioni di bambini siriani che subiscono direttamente e quotidianamente le conseguenze di questo feroce conflitto vogliono solamente una cosa: che giunga la pace e che possano riavere indietro la propria infanzia.
 
I protagonisti di questo conflitto e tutti coloro che li appoggiano devono tutto questo ai bambini della Siria: porre fine a questa guerra, una volta per tutte.
 
 
(Dichiarazione di Geert Cappelaere, Direttore dell’UNICEF per Nord Africa e Medio Oriente)

22/02/2017

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