Libia, appello UNICEF: stop all'assedio di Misurata

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10/04/2011

L'UNICEF ha chiesto oggi la fine immediata dell'assedio di Misurata, nell'ovest della Libia, avvertendo che decine di migliaia di bambini sono a rischio nella città.

 

L'organizzazione ha reso noto che l’intensificarsi dei combattimenti e dei bombardamenti indiscriminati hanno portato a un aumento nel numero di bambini uccisi a Misurata. A molti mancano cibo e acqua potabile, altri ancora sono traumatizzati dalle atrocità di cui sono stati testimoni.


L'UNICEF ha verificato che tra le vittime vi sono anche bambini di soli 9 mesi: almeno 20 sono i bambini uccisi (per la maggior parte al di sotto dei 10 anni) e molti di più quelli rimasti feriti a causa di schegge causate da colpi di mortaio e di carro armato e da proiettili. Quasi tutti i decessi infantili si sono verificati negli ultimi 20 giorni.

 

«Sempre più bambini in questa città vengono uccisi o feriti e, a causa dei combattimenti, vengono negati i loro bisogni essenziali» afferma Shahida Azfar, Direttore UNICEF per Medio Oriente e Nord Africa. «Devono essere fatti sforzi straordinari per proteggerli. L'assedio deve finire».

 

Mentre i combattimenti dentro e intorno a Misurata sono arrivati alla settima settimana, l'UNICEF ribadisce le richieste del Segretario Generale delle Nazioni Unite a tutte le parti per un immediato cessate-il-fuoco. «Fino a quando i combattimenti non si fermeranno, ci troveremo di fronte all’intollerabile e inevitabile fatto che i bambini continueranno a morire e soffrire in questa zona di guerra», ha proseguito Azfar.

 

Ci sono giunte segnalazioni molto attendibili che a Misurata anche il fuoco dei cecchini ha colpito dei bambini.

Aiuti limitati, senza una tregua

 Alla fine della scorsa settimana, l'UNICEF e altre agenzie delle Nazioni Unite hanno distribuito aiuti urgenti all’ospedale di Misurata; tra questi: kit chirurgici e di primo soccorso sanitario, kit igienici e ostetrici, che serviranno per coprire i bisogni urgenti di 30.000 persone per un mese.

 

Inoltre l'UNICEF ha fornito kit ricreativi per alleviare lo stress dei bambini costretti a essere confinati in casa.

 

Nel frattempo, nella regione orientale della Libia l'UNICEF - attraverso partnership con Organizzazioni non governative presenti a Bengasi - sta anche rispondendo alle esigenze di decine di migliaia di persone coinvolte o sfollate per via degli scontri, con la fornitura di kit sanitari e igienici.

 

«Gli aiuti sono un salvavita temporaneo per coloro che sono intrappolati nei combattimenti» ha aggiunto il Direttore dell'ufficio regionale dell'UNICEF. «Tuttavia, se vogliamo che i bambini siano davvero tutelati, è urgente creare un regolare e sicuro accesso per le agenzie umanitarie, attraverso un cessate-il-fuoco.»

10/04/2011

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