Malawi, una scuola che attira i maestri

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06/06/2010

Blessings Molles è orfano di padre e frequenta la scuola "Thembe", nel distretto di Mulanje, in Malawi.

La Thembe è una delle scuole selezionate dall'UNICEF per sperimentare il programma "Scuole per l'Africa". In questo istituto, dove studiano poco più di mille alunni, l'UNICEF sta costruendo nuove aule, rifornite di attrezzature didattiche.

Blessings ha 12 anni e frequenta con regolarità il settimo anno di studi.

Non ha avuto una vita facile. A 8 anni ha perso il papà e sua mamma, costretta a mantenere da sola i suoi sei figli (4 anni il più piccolo, 14 il più grande) decise di andare a cercare lavoro nella città di Blantyre, a un'ora dal villaggio natale.

La donna riuscì a trovare un impiego come domestica, ma a un salario mensile di appena 1.800 kwacha, la moneta del Malawi, una somma di poco superiore a dieci dollari. Troppo poco per sfamare tutta la famiglia.

Così Blessings dovette abbandonare la mamma e tornare al villaggio, per vivere insieme alla nonna.

«Tornando al villaggio ho ridotto il numero di figli di cui mamma doveva occuparsi» spiega il ragazzo. «Comunque preferisco vivere nel villaggio, e adoro andare a scuola. La mia scuola! Sono davvero felice dei nuovi locali che stanno costruendo. Adesso non dovremo più andare a studiare da qualche altra parte, durante la stagione delle piogge

L'intervento nella scuola Thembe è parte del più ampio programma "Scuole per l'Africa", che mira a fornire un ambiente educativo a misura di bambino per milioni di alunni in Malawi e in altri 10 Paesi dell'Africa subsahariana.

Nella scuola Thembe si stanno costruendo quattro nuove aule, che consentiranno di studiare comodamente a migliaia di alunni, per almeno i prossimi quattro decenni.

«È difficile studiare quando stai seduto all'aria aperta» spiega Blessings, che spesso ha dovuto seguire le lezioni seduto per terra, se era fortunato sotto l'ombra di un albero. «Tutto ciò che avviene intorno a noi ci distrae, a volte ci mettiamo a correre dietro alle macchine che passano. E poi c'è il sole a picco oppure la pioggia: quando c'è il sole c'è troppa luce e troppo caldo per studiare, e quando piove semplicemente dobbiamo interrompere la lezione e tornare a casa

La dottoressa Meresimba, esperta governativa nel settore dell'istruzione primaria, riconosce che stare seduto sotto un albero non è il massimo dell'attrattiva, per un insegnante.

«Ma ora, con le nuove aule, con il nuovo mobilio ordinato per arredarle e con i gabinetti separati per maschi e femmine...il problema del Provveditore distrettuale sarà scegliere i docenti tra i tanti che faranno domanda per venire a insegnare alla scuola Themba!»

06/06/2010

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