Mali, la ''stagione magra'' sarà lunga quest'anno

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12/04/2012

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È ora di cena nel villaggio di pescatori di Tako, sulle rive del fiume Bani (nel Mali meridionale)e Mariam Dianapo si preoccupa su come farà a sfamare i suoi cinque figli. Ha solo una ciotola di riso.

«Quest’anno sono davvero in difficoltà per sfamare la mia famiglia. Qui facciamo affidamento sulla pesca, ma il livello dell'acqua è basso e praticamente non ci sono i pesci nel fiume. Inoltre i granai sono vuoti» racconta Mariam.

Ci sono milioni di famiglie in tutta la regione del Sahel che versano nella stessa disperata situazione di Mariam. 

Nella regione piove una sola volta all'anno e le piogge dello scorso anno sono state scarse. I campi si sono inariditi, le sorgenti si sono prosciugate, le popolazioni di bestiame e pesce sono scemate. A sua volta, il prezzo del riso è drammaticamente aumentato.

Infanzia a rischio

Per 3 milioni di abitanti nel Mali le risorse per nutrirsi scarseggiano. Si stima che quest'anno circa 175.000 bambini rischieranno la morte a causa della malnutrizione acuta grave, e, nel peggiore degli scenari, questo numero potrebbe aumentare a 220.000. 

Ogni giorno sempre più madri come Miriam portano i loro bambini malnutriti nei centri sanitari perché siano curati.

Kadia, la sua bimba di 10 mesi, sta seguendo una terapia a base di Plumpynut, un alimento terapeutico pronto per l’uso che le fornirà tutti i micronutrienti di cui il suo organismo ha bisogno per un pieno recupero.

Il personale del centro teme che non sarà in grado di far fronte alla cosiddetta “stagione magra”, periodo in cui le scorte alimentari del precedente raccolto sono terminate.

Isaka Traoré, capoinfermiera, afferma: «Ci sono tanti villaggi qui intorno che si trovano in questa situazione e questo mi spaventa.

Non siamo nemmeno arrivati alla stagione della semina, per non parlare di quanto manca a quella del raccolto, il che significa che dobbiamo aspettare più di 6 mesi prima del nuovo raccolto e la gente sta già soffrendo la fame. E cosa succederà se non piove abbastanza per poter seminare e raccogliere?»

 

L'azione dell'UNICEF

Le Nazioni Unite stimano che nel 2012 oltre 1 milione di bambini nel Sahel avrà bisogno di cure contro la malnutrizione acuta grave. 

L'UNICEF ha lanciato un appello per 120 milioni di dollari per nutrire e curare l'infanzia a rischio nella regione saheliana di qui alla fine dell'anno. Per il solo Mali, l'appello dell'UNICEF ammonta a 26 milioni di dollari.

La situazione in Mali è complicata anche dal fatto che oltre 200.000 abitanti sono sfollati a causa del conflitto armato in corso nel nord del Paese. L'instabilità politica, anche a seguito del colpo di Stato militare del 22 marzo, alimenta l'insicurezza della popolazione e amplifica gli effetti della crisi alimentare.

L'UNICEF e le organizzazioni partner lavorano da mesi in tutta la regione del Sahel per mitigare gli effetti della crisi.

Oltre agli alimenti, l'UNICEF ha inviato scorte di farmaci e contribuisce a garantire che i bambini abbiano un migliore accesso ai servizi igienici, idrici e sanitari

È necessaria un’azione rapida per evitare che la situazione degeneri. Per ora la piccola Kadia è fuori pericolo, ma sua madre sa che il futuro non è sicuro. «Se le piogge scarseggiano ancora una volta non so cosa faremo» conclude sconsolata Mariam.


(testimonianza raccolta da Chris Niles, UNICEF)

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12/04/2012

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