MAS: Malnutrizione acuta e severa (o: mai arrendersi e sperare) – 3

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07/11/2010

Quando Mariam porta suo figlio al Centro, il dottor Dangabbe, con l’aiuto di due giovani volontari, prende le misure antropometriche di Ahmat: perimetro del braccio (calcolato con il MUAC, il braccialetto colorato per misurare la circonferenza del braccio all'omero), peso e altezza.

Dalle misurazioni emerge che il bambino è affetto da malnutrizione severa acuta, ma la visita e il test d’appetito fatti successivamente rivelano che il piccolo non ha ancora nessuna complicazione. Come trattamento, il medico dà a Mariam il Plumpynut.

Il protocollo nazionale per il trattamento dei bambini che soffrono di malnutrizione prevede che un  bambino affetto da malnutrizione severa acuta rimanga nel programma del Centro di recupero nutrizionale (CNA) per un periodo non superiore a 3 mesi.

In quest'arco di tempo, il bambino deve essere visitato settimanalmente dal medico, che controlla costantemente le variazioni delle misure antropometriche.

Nella pratica, per molte madri come Mariam, raggiungere il Centro ogni settimana è impossibile a causa delle lunghe distanze da coprire a piedi, del lavoro nei campi, delle piogge e degli allagamenti che impediscono il passaggio.

Per queste ragioni spesso la soluzione della malnutrizione, e quindi la salvezza della vita, per molti bambini si fa complicata, se non impossibile.

Il dottor Dangabbe, per venire incontro alle madri provenienti dai villaggi più periferici, ha deciso di donare loro una dose bi-settimanale di Plumpynut.

In questo modo Mariam può stare tranquilla che la razione di alimento terapeutico per il suo bambino durerà fino alla visita successiva al Centro. La donna sorride contenta, perchè ha fiducia sul fatto che il dottore e l’UNICEF faranno crescere e stare bene il suo piccolo.

Ahmat in ogni caso può ritenersi fortunato, perché è il primogenito. In molte famiglie il Plumpynut donato per curare un bambino malnutrito viene spartito dalla madre stessa tra tutti gli altri figli.

Questa è la storia di Mariam e del suo Ahmat, ma è anche la storia di tante, tantissime altre madri ciadiane.

Grazie all’UNICEF e a persone come il dottor Dangabbe Gouaye, molti bambini vengono salvati da una morte certa. Tuttavia, l’emergenza malnutrizione in Ciad è ancora tra le maggiori cause di morte tra i bambini con età compresa tra 0 e 5 anni.

(Bianca Nicolini)

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07/11/2010

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