Medio Oriente e Nord Africa: riaprono le scuole in 18 paesi, la maggior parte combinando lezioni in presenza e da remoto

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09/11/2021

In Medio Oriente e Nord Africa le scuole hanno riaperto in 18 paesi. La maggior parte sta applicando un approccio misto, combinando insegnamento e apprendimento in persona e da remoto per i bambini e gli insegnanti.

“La riapertura delle scuole è fondamentale, non solo per l’istruzione dei bambini, ma anche per il loro benessere. L’impatto della chiusura delle scuole sulla salute mentale dei bambini è stato enorme”, ha dichiarato Ted Chaiban, Direttore Regionale dell’UNICEF per il Medio Oriente e il Nord Africa.

Le scuole nella regione sono state chiuse dalle 4 alle 6 settimane in più rispetto alla media globale.
In totale, la maggior parte delle scuole sono state chiuse per due terzi dell’anno accademico, compromettendo l’apprendimento e il benessere di milioni di bambini in ogni gruppo d’età.

Mentre tutti i paesi nella regione hanno reso almeno una piattaforma online disponibile per permettere l’apprendimento da casa durante le chiusure scolastiche, almeno 39 milioni di bambini (ovvero circa il 40%) non hanno avuto accesso all’apprendimento da remoto.

Questo è stato dovuto in primo luogo alla povertà digitale – la mancanza o l’accesso sporadico a internet e/o non avere abbastanza dispositivi digitali in casa. In alcuni paesi, fra cui Libia, Sudan, Siria e Yemen, l’accesso a internet è minore del 35%.

I governi nella regione spendono solo il 14% dei loro budget nell’istruzione, al di sotto della media globale e dell’obiettivo internazionale. La pandemia da COVID-19 non ha fatto che aggravare la crisi dell’istruzione per milioni di bambini in Medio Oriente e Nord Africa. Prima della pandemia, circa 15 milioni di bambini non andavano a scuola e circa due terzi dei bambini della regione non riusciva a leggere a capire un semplice testo, adatto alla loro età, a 10 anni.

Non è abbastanza riaprire semplicemente le porte delle aule. È tempo di rendere prioritario il ritorno all’apprendimento nella regione, non solo attraverso budget e finanziamenti dedicati, ma anche focalizzandosi sulle competenze utili per la vita e la riduzione della povertà digitale.

Ted Chaiban, Direttore Regionale dell’UNICEF per il Medio Oriente e il Nord Africa.

L'azione dell'UNICEF

L'UNICEF sta lavorando con i governi e altri partner nella regione per sostenere gli insegnanti e le scuole a riprendere l'insegnamento e l'apprendimento e portare tutti i bambini e i giovani a scuola, dove possono recuperare l'apprendimento perduto e soddisfare i loro bisogni di salute e benessere.
Per aiutare i bambini a riprendersi e accelerare il loro apprendimento ritornando a un’istruzione completa e in presenza, l’UNICEF sta lavorando con i partner nella regione per progettare e implementare diversi programmi inclusivi, accelerati e correttivi.

L’UNICEF chiede le seguenti azioni:

  • Supportare tutti i bambini della regione affinché riprendano al più presto l'apprendimento in presenza con programmi di recupero per mettersi in pari con ciò che hanno perso, mentre gli insegnanti ricevono il supporto di cui hanno bisogno per la nuova regolamentazione, compreso l'apprendimento misto.
  • Dare la priorità alla vaccinazione degli insegnanti nelle campagne nazionali di vaccinazione. La vaccinazione, tuttavia, non dovrebbe essere un prerequisito per la riapertura della scuola. Sono quindi necessarie ulteriori misure di sicurezza nelle scuole.
  • Dotare gli insegnanti delle competenze necessarie, comprese quelle digitali. Un insegnante competente, abile e motivato è un elemento fondamentale di un sistema scolastico.
  • I sistemi scolastici devono diventare più flessibili e focalizzarsi per aiutare i bambini ad acquisire competenze rilevanti, comprese quelle per l'empowerment personale e il benessere, l'apprendimento permanente e l'adattabilità, la possibilità di impiego e la transizione al lavoro, la partecipazione e la cittadinanza attiva.
  • Aumentare i budget governativi per riformare i sistemi formativi.
  • Promuovere partenariati con il settore privato, comprese le società di telecomunicazioni e internet, per espandere la larghezza di banda e le infrastrutture di rete e fornire opzioni accessibili alle famiglie, agli insegnanti e alle scuole per ridurre il divario digitale anche nelle aree povere, rurali e remote.

Per approfondire

I paesi che hanno riaperto le scuole sono: Algeria, Bahrain, Egitto, Emirati Arabi Uniti, Gibuti, Giordania, Iran, Iraq, Kuwait, Marocco, Oman, Qatar, Regno dell'Arabia Saudita, Siria, Stato di Palestina, Sudan, Tunisia e Yemen.

I paesi che non avevano ancora aperto le loro scuole sono: Libano (alcune scuole pubbliche hanno parzialmente aperto il turno del mattino ma non ancora quello del pomeriggio per i rifugiati siriani) e Libia (ha annunciato la riapertura delle scuole per l'11 novembre).

A sostegno dell'Agenda per l'istruzione 2030, l'Agenda d'azione di Addis Abeba incoraggia i paesi a fissare obiettivi di spesa adeguati a livello nazionale per l'istruzione. I contesti nazionali sono diversi, ma i seguenti punti di riferimento internazionali e regionali sono fondamentali:

  • destinare almeno il 4-6% del prodotto interno lordo (PIL) all'istruzione;
    e/o
  • destinare almeno il 15-20% della spesa pubblica all'istruzione.

09/11/2021

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