Migranti e rifugiati, è crisi globale: vertice oggi all'ONU

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29/09/2015

30 settembre 2015 - Conflitti e instabilità in 5 soli Stati - Afghanistan, Somalia, Sud Sudan, Sudan e  Siria -  hanno costretto almeno 4 milioni e mezzo di persone ad abbandonare le proprie case.

Lo ha ricordato l'UNICEF alla vigilia del vertice sulla crisi globale delle migrazioni e dei movimenti di rifugiati (High-Level Meeting on Migration and Refugee Movements) che si tiene oggi a New York nel quadro della 70° Sessione dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, su convocazione dal Segretario Generale dell'ONU Ban Ki-moon.  
 
Dall'inizio dell'anno,  500.000 profughi - un quinto dei quali minorenni - hanno attraversato il Mediterraneo approdando sulle coste di Grecia e Italia
 

Migranti e rifugiati, un problema ben più vasto di quanto tocchi l'Europa

Benché il fenomeno migratorio in Europa abbia attirato finalmente l'attenzione del mondo, milioni di civili continuano ad essere costretti a spostarsi in altre zone del mondo.

«Alcune foto strazianti hanno contribuito a sensibilizzare l'attenzione dell'opinione pubblica sul dramma dei bambini in fuga verso l'Europa, ma la questione va ben oltre i confini del vecchio continente» afferma Afshan Khan, direttore dei Programmi di emergenza dell'UNICEF. «Il mondo sta affrontando la più vasta crisi di rifugiati dalla fine della Seconda guerra mondiale, con milioni di famiglie costrette a fuggire dalle loro case a causa di guerre o persecuzioni in paesi come l'Afghanistan, la Somalia, il Sud Sudan e il Sudan o la Siria». 
 
  • In Siria, una guerra spietata ormai giunta al suo quinto anno ha costretto più di 4 milioni di persone a cercare scampo nei campi profughi, in rifugi di fortuna o presso le città e i villaggi dei paesi confinanti (Giordania, Iraq, Libano e Turchia)
  • In Afghanistan - secondo paese al mondo dopo la Siria per numero di civili in fuga - oltre 2,6 milioni di abitanti hanno lasciato il paese in questi anni
  • In Somalia il conflitto intestino, l'instabilità politica e la crisi alimentare hanno spinto quasi 1 milione di abitanti (metà dei quali bambini) ad abbandonare il loro paese
  • In Sudan sono 666.000 i civili fuggiti all'estero a causa del conflitto in corso
  • Circa 760.000 persone - due terzi dei quali bambini - hanno abbandonato il Sud Sudan a causa del conflitto politico ed etnico esploso nel dicembre 2013.

I bambini che vivono nei paesi coinvolti da questi conflitti vivono in un atmosfera perenne di minaccia, rischiando ogni giorno di morire o di essere rapiti, feriti o reclutati da gruppi armati.  Quando fuggono, soli o con le loro famiglie, 

Il loro viaggio in cerca di sicurezza è irto di pericoli. Sia che fuggano via mare o via terra, sono alla mercé dei trafficanti di esseri umani e devono sommare ai disagi fisici e psicologici causati dalla guerra e dallo sfollamento, quelli della loro odissea migratoria.  

Questi milioni di bambini e ragazzi coinvolti nelle migrazioni e negli spostamenti forzati hanno bisogno oggi di una risposta globale, che sia di accoglienza ma anche sostenibile


L'UNICEF in azione per i bambini migranti e rifugiati 

L’UNICEF è impegnato ogni giorno nella distribuzione di aiuti di prima necessità per i bambini e le famiglie che affrontano un viaggio rischioso e durissimo in cerca di un futuro più sicuro, nei paesi di origine e di transito

In Siria, Sud Sudan e negli altri paesi colpiti dal conflitto, l'UNICEF garantisce acqua potabile, igiene, vaccinazioni, istruzione di emergenza e molto altro ancora.

Nei paesi attraversati dal flusso di profughi, come Serbia, Croazia o la repubblica ex jugoslava di Macedonia, l'UNICEF ha realizzato "Spazi a misura di bambino" (ambienti protetti in cui i bambini in transito possono riposare, giocare e ricevere assistenza psicologica), identificazione e presa in carico di minori non accompagnati da parenti adulti, distribuzione di acqua potabile e altri beni di prima necessità

Nei Paesi in via di sviluppo non colpiti da conflitti, l'UNICEF conduce programmi di sviluppo a lungo termine che affrontano le cause strutturali della povertà e della carenza di opportunità, prevenendo così ulteriori massicci flussi di profughi. 

29/09/2015

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