Mozambico: a causa del ciclone Eloise 90 mila bambini avranno bisogno di aiuto

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27/01/2021

Secondo l’UNICEF, oltre 176.000 persone, compresi 90.000 bambini, in Mozambico centrale avranno probabilmente bisogno di assistenza umanitaria a causa del Ciclone Eloise. I bambini che vivono nelle aree colpite, in particolare quelli sfollati, potrebbero presto essere presto esposti al rischio di contrarre malattie legate all’acqua, come colera e infezioni diarroiche.

La potente tempesta, che si è abbattuta lo scorso 23 gennaio, ha portato piogge torrenziali e venti forti fino a 160 km orari, danneggiando e distruggendo case, terreni agricoli e infrastrutture vitali. Secondo le prime notizie, 8.400 persone hanno perso le proprie case e almeno 26 centri sanitari e 85 aule sono stati distrutti.

Nella città portuale di Beira e nelle aree rurali, gravi inondazioni ora minacciano la popolazione che si sta ancora riprendendo dal ciclone Idai che ha colpito la stessa regione nel 2019 – causando lo sfollamento di decine di migliaia di famiglie, la diffusione di insicurezza alimentare e l’incremento della malnutrizione tra i bambini.

Meno di due anni fa ho visto con i miei occhi le devastanti conseguenze del ciclone Idai sui bambini e le famiglie nel Mozambico Centrale – conseguenze che proseguono ancora oggi”, ha dichiarato Henrietta Fore, Direttore generale dell’UNICEF. “Quest’ultima tempesta purtroppo ci ricorda che i bambini stanno pagando il prezzo più alto di eventi meteorologici gravi legati al clima. Dobbiamo prendere sul serio le azioni per il clima e investire in misure per rafforzare la resilienza delle comunità vulnerabili.

Le squadre d’emergenza dell’UNICEF erano a Beira prima che il ciclone Eloise colpisse e ora stanno aiutando a comprendere i danni per garantire operazioni di soccorso rapide ed efficaci. Per dare una risposta immediata, l’UNICEF distribuirà aiuti preposizionati di base per le famiglie e per l’igiene, prodotti per purificare l’acqua, teloni e medicine essenziali per un numero di persone che arriva fino a 20.000. L’UNICEF lavorerà anche con le comunità locali e il governo del Mozambico per verificare i bisogni, dare priorità nel supporto ai più vulnerabili e garantire protezione ai bambini.

La possibile epidemia di malattie legate all’acqua, come diarrea e colera, è la principale preoccupazione nelle aree inondate. L’UNICEF sta lavorando con il governo e i suoi partner affinché le vittime del ciclone abbiano accesso ad acqua sicura da bere per prevenire la diffusione di malattie.

Il Mozambico viene ripetutamente colpito da forti cicloni, siccità e inondazioni; questa è la seconda potente tempesta a colpire il paese in meno di un mese. Il paese sta affrontando anche il conflitto nelle regioni settentrionali e centrali, che hanno causato lo sfollamento di oltre mezzo milione di persone. Questi frequenti shock lasciano poche opportunità alle famiglie di riprendersi, soprattutto per coloro che vivono sotto la soglia di povertà.

27/01/2021

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