Mozambico, le forti inondazioni hanno colpito più di 513.000 persone, oltre la metà bambini

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20/01/2026

Oggi in Mozambico le inondazioni non si limitano a distruggere case, scuole, centri sanitari e strade. L'acqua non sicura, l'insorgere di malattie e la malnutrizione stanno diventando una minaccia mortale per i bambini.

Le piogge eccezionalmente intense che abbiamo visto nelle prime settimane di gennaio hanno innescato una rapida escalation dell'emergenza in vaste aree del Paese. E il fatto che il Mozambico stia entrando nella stagione annuale dei cicloni crea il rischio di una doppia crisi, con le persone più vulnerabili colpite più duramente.

Secondo i dati preliminari del governo, sono state colpite più di 513.000 persone, più della metà delle quali bambini. Più di 50.000 persone sono state costrette a fuggire dalle loro case e sono ora ospitate in 62 centri temporanei, molti dei quali sovraffollati.

Nella maggior parte delle aree colpite, l'accesso ai servizi di base, come l'acqua potabile, l'assistenza sanitaria, la nutrizione e l'istruzione, è incerto o insicuro. In queste condizioni, i bambini corrono maggiori rischi di malattie, interruzione dell'apprendimento e rischi di protezione, soprattutto per le ragazze e gli adolescenti.

Le malattie trasmesse dall'acqua e la malnutrizione sono una combinazione letale. Anche prima delle recenti inondazioni, quasi 4 bambini su 10 in Mozambico soffrivano di malnutrizione cronica. Le nuove interruzioni delle forniture alimentari, dei servizi sanitari e delle attività di assistenza minacciano ora di spingere i più vulnerabili in una spirale pericolosa, che comprende il rischio di malnutrizione acuta e grave, la forma più letale.

Inondazioni in Mozambico: serve aiuto subito

Insieme al governo e ai partner, l'UNICEF sta rispondendo con urgenza. Nella provincia di Gaza, la più colpita, l'UNICEF sta lavorando a sostegno del governo e dei partner umanitari per valutare i bisogni e iniziare a distribuire forniture essenziali ai bambini e alle famiglie più colpite. Allo stesso tempo, stiamo lavorando per rimettere in funzione i servizi più importanti, come l'accesso all'acqua potabile, ai servizi igienici, all'istruzione e alla protezione dell’infanzia. 

Più a nord, nella provincia di Sofala, l'UNICEF ha fornito scorte d'acqua e servizi igienici ai quattro distretti più colpiti, consentendo il trattamento dell'acqua contaminata a livello comunitario e domestico e raggiungendo già almeno 13.000 famiglie.

Ma la minaccia per i bambini è in aumento. Con i bacini fluviali al di sopra dei livelli di allerta, le forti piogge che continuano in alcune aree e l'inizio della stagione dei cicloni, si prevede che il numero di bambini e famiglie colpite aumenterà ulteriormente nei giorni e nelle settimane a venire. Allo stesso tempo, le strade e le infrastrutture danneggiate rendono sempre più difficile l'accesso alle comunità colpite.

Un sostegno tempestivo consentirà all'UNICEF e ai partner di potenziare i servizi di acqua sicura, nutrizione, salute, istruzione e protezione dell'infanzia prima che le condizioni peggiorino ulteriormente. Possiamo prevenire malattie, morti e perdite irreversibili per decine di bambini. Ma dobbiamo agire in fretta.Il Mozambico è un Paese di bambini e giovani. Più di 17 milioni di persone hanno meno di 18 anni e l'età media è di soli 17 anni. Quando le inondazioni colpiscono, come è successo ripetutamente negli ultimi anni, i più giovani sono i più colpiti, sia nei primi giorni di emergenza che nei mesi e talvolta negli anni successivi.

Per i bambini del Mozambico, ciò che accadrà nei prossimi giorni determinerà non solo quanti sopravviveranno a questa emergenza, ma quanti potranno riprendersi, tornare a scuola e ricostruire il proprio futuro.


Dichiarazione del Responsabile della Comunicazione dell'UNICEF in Mozambico, Guy Taylor durante la conferenza stampa di oggi al Palazzo delle Nazioni di Ginevra

20/01/2026

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