Myanmar, le prime elezioni democratiche un'opportunità per i diritti dell'infanzia

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03/11/2015

4 novembre 2015 - Le elezioni che si svolgeranno in Myanmar (l'ex Birmania) domenica 8 novembre, il primo voto democratico dopo 25 anni di regime militare, rappresentano un’occasione unica per i futuri leader del paese asiatico di dare la giusta priorità alle politiche per l’infanzia e per impegnarsi a offrire pari opportunità ai bambini, fin dall'inizio della loro vita.

È questo l'auspicio espresso dalle due principali organizzazioni internazionali che si occupano di infanzia - UNICEF e Save the Children -  che nel corso della campagna elettorale hanno svolto azioni di sensibilizzazione nei confronti di oltre 80 partiti politici in lista, ottenendo che 37 di essi inserissero nei rispettivi programmi elettorali i temi delle politiche per l’infanzia, e in particolare l'istruzione, la salute, la nutrizione, il benessere sociale e la protezione dei bambini.

«Nei mesi di campagna elettorale, UNICEF e Save the Children si sono impegnati in attività di sensibilizzazione anche con altre organizzazioni attive sui temi dell’infanzia, per chiedere che i partiti politici, una volta eletti, si impegnino a migliorare le vite dei bambini» ribadisce Bertrand Bainvel, Rappresentante dell'UNICEF in Myanmar. «Ci auguriamo che questo possa aiutare a mettere i bambini al centro delle scelte degli elettori e che i risultati elettorali abbiano un solo vincitore: i bambini».

A Myanmar oltre il 60% dei bambini vive in condizioni di povertà, 1 bambino ogni 14 non arriva a festeggiare il quinto compleanno, e oltre un terzo dei bambini tra 5 e 18 anni non frequenta la scuola. Molti minori devono lavorare per contribuire al sostentamento della propria famiglia.
 
«Per esperienza sul campo sappiamo che i bambini vorrebbero studiare e liberarsi dalla morsa della povertà. Tuttavia, con il 70% dei nuclei familiari che vive vicino alla soglia di povertà, la realtà di questi bambini è una famiglia che ha fame e che non può spendere per l’istruzione, i servizi sanitari o le cure salva-vita», ha commentato Valerio Neri, Direttore Generale di Save the Children Italia. «1,6 milioni di bambini, il 20% di quelli compresi tra 10 e 18 anni, lavora. Alcuni di questi bambini vengono sfruttati, hanno salari bassi o sono costretti a lavorare in condizioni pericolose. Questi bambini rischiano di essere reclutati delle forze armate o rapiti dai trafficanti di esseri umani.» 
 
Per affrontare queste difficili sfide, UNICEF e Save the Children propongono dei cambiamenti politici finalizzati a migliorare in modo considerevole le vite dei bambini e delle loro famiglie, come ad esempio: 
  • aumentare dal 9% al 15% la quota del bilancio statale destinata a istruzione. salute e welfare
  • consolidare e dare piena attuazione ai quadri normativi per l'infanzia recentemente approvati, quali il Piano Strategico di Protezione Sociale, il Piano Nazionale di settore per l'Istruzione e la proposta di una legge-quadro nazionale sull'infanzia (Child Law)
  • proporre un nuovo Patto per l’infanzia, in cui sia data priorità ai primi 1.000 giorni di vita del bambino e al diritto a un'istruzione gratuita e obbligatoria
  • fissare nuovi e ambiziosi obiettivi per l'infanzia, quali la registrazione del 100% delle nascite entro il 2017, il dimezzamento del tasso di mortalità e di malnutrizione infantile (0-5 anni) entro il 2020 e la riduzione del 70% nel tasso di abbandono scolastico per gli alunni che terminano il ciclo della scuola primaria.

«La nostra missione non si esaurirà con le elezioni» sottolinea il Rappresentante dell'UNICEF Bertrand Bainvel. «Continueremo a collaborare con i candidati eletti affinché mantengano le promesse fatte ai bambini durante la campagna elettorale».

03/11/2015

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