Nato troppo presto, Sarid ha trovato le cure di cui aveva bisogno nell’Unità Neonatale di Cura Speciale supportata dall’UNICEF a Cox’s Bazar
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Una mattina di novembre, mentre Cox’s Bazar si stava svegliando, un risciò a motore si dirigeva a grande velocità verso l’ospedale Sadar, nel distretto di Cox’s Bazar. All’interno, una madre sfinita che aveva partorito lungo il tragitto.
Gli operatori sanitari si sono subito precipitati incontro alla donna, guidando lei e il suo neonato all’interno della struttura. Una squadra ha portato la madre nella sala parto, mentre un’altra ha preso e portato delicatamente il piccolo nell’Unità Neonatale di Cura Speciale (SCANU).
La madre, di 37 anni, si chiama Misnahar. Suo figlio era nato decisamente troppo presto, pesando appena 900 grammi e mostrando sin da subito problemi respiratori. All’interno dell’unità speciale, gli infermieri hanno fornito al piccolo un supporto con l’ossigeno, monitorandolo da vicino. Tubicini e cavi circondavano il suo corpicino, mentre le macchine misuravano ogni suo respiro e battito.
Per le prime 24 ore, Misnahar non ha potuto tenerlo in braccio. Lo guardava con apprensione attraverso il vetro che circondava il reparto.
Non riuscivo a smettere di piangere. I primi 15 giorni sono stati i più difficili della mia vita.
Misnahar racconta i primi giorni dopo il parto
Un mese dopo
Oggi, il bambino di Misnahar pesa 1,5 kg. È ancora piccolo ma in costante crescita. Lo ha chiamato Mir Mohammed Sarid.
Ogni giorno ha imparato a prendersi cura di lui. Lo ha tenuto al caldo con il metodo kangaroo (la marsupioterapia), gli ha dato solo latte materno, facendogli fare il ruttino subito dopo ogni poppata, lavandosi le mani frequentemente per proteggerlo dalle infezioni. Le infermiere le hanno mostrato come interpretare il comportamento di Sarid. I medici le hanno spiegato quali segnali osservare una volta tornati a casa. Lei ha seguito tutte le istruzioni con attenzione e questo ha fatto una grande differenza.
Sarid continua ad avere bisogno di controlli regolari. La prossima visita sarà per la retinopatia, una condizione dell’occhio che colpisce i bambini prematuri, specialmente quelli sottoposti ad ossigenoterapia. Misnahar sa che la strada davanti a sé richiederà pazienza, ma la paura sta lentamente lasciando il posto alla speranza.
Quando mio figlio crescerà, vorrei che fosse un dottore o un infermiere. Le persone qui hanno salvato la vita del mio bambino. Magari un giorno lui ne salverà altre.
Misnahar
La sopravvivenza di Sarid è stata possibile perché Misnahar ha raggiunto l’ospedale in tempo
Il Bangladesh registra 22 decessi neonatali ogni 1.000 bambini nati vivi. Ciò rappresenta il 67% di tutti i decessi sotto i 5 anni, secondo i recenti risultati preliminari del Multiple Indicator Cluster Survey 2025 (MICS 2025). La sopravvivenza dei neonati è quindi la massima priorità per la salute infantile.
L'UNICEF e i partner sul campo hanno supportato il Governo per aprire Unità Speciali per Neonati in 62 ospedali pubblici. Queste unità sono progettate per accogliere i neonati sottopeso e in condizioni critiche come Sarid con cure salvavita. Sono dotate di sistemi affidabili di ossigeno medicale, culle termiche radianti, fototerapia, rianimatori e monitoraggio continuo.
Nell'ospedale Sadar del distretto di Cox's Bazar, una struttura di riferimento che serve sia le comunità ospitanti sia oltre un milione di rifugiati Rohingya, la SCANU con 65 posti letto è una ancora di salvezza.
Il dottor Imtiaz Hossain Sakib, membro dello staff dell'ospedale supportato dall'UNICEF, tiene in braccio Sarid di un mese durante un controllo post-esame presso l'ospedale Sadar del distretto di Cox's Bazar
Rafforzare il sistema
Grazie al sostegno della Banca Mondiale, l’UNICEF è stata in grado di formare operatori sanitari, pagando i loro stipendi, aggiornando i servizi e rinnovando le infrastrutture, migliorando i sistemi di gestione dei dati e forniture essenziali: dalle macchine diagnostiche ai sistemi di acqua potabile pulita che garantiscono buona salute e sicurezza nell'Ospedale Sadar del Distretto di Cox's Bazar.
Questi investimenti aiutano gli ospedali a rimanere operativi 24 ore su 24 per fornire assistenza materna e neonatale, vaccinazioni, consulenza nutrizionale e servizi di emergenza sia per le comunità ospitanti che per le popolazioni rifugiate. Per famiglie come quella di Misnahar, questi sistemi arrivano insieme, nel momento più critico quando un neonato necessita di cure immediate per sopravvivere.
Per medici e infermieri, ogni bambino che esce dall'ospedale più sano e più forte è la conferma del perché svolgono questo lavoro. Per quanto riguarda Misnahar, significa qualcosa di più semplice. Un'occasione per vedere suo figlio crescere e prosperare.
Quando un bambino si riprende e torna a casa in salute, festeggiamo insieme. Quei momenti ci danno la forza per andare avanti.
Dottor Imtiaz, ufficiale medico responsabile del repartoUnità Speciali per Neonati



