Anche nel 2026 non hanno tregua i bambini che vivono nella violenza e nei conflitti in Medio Oriente e Nord Africa

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07/02/2026

I bambini sono stati uccisi, feriti, sfollati, arrestati e detenuti, e privati dell’istruzione e di altri servizi essenziali. I conflitti e le crisi in Medio Oriente e Nord Africa stanno vivendo continui focolai di tensione che stanno alterando la vita dei bambini, spesso in modo irreparabile.

In Siria, le rinnovate violenze e gli scontri nel nord-est del Paese hanno causato lo sfollamento di quasi 200.000 persone, circa la metà delle quali bambini, e hanno interrotto i servizi essenziali. Secondo quanto riferito, almeno cinque bambini sono morti ad Ain Al Arab/Kobani a causa della mancanza di servizi sanitari e di provviste invernali.

Nel Sudan, nel gennaio 2026, almeno 20 bambini sono stati uccisi, la maggior parte dei quali negli Stati del Kordofan e del Darfur. Milioni di bambini in Sudan hanno bisogno di assistenza salvavita, protezione e ripristino dei servizi essenziali. La carestia è già stata confermata ad Al Fasher, nel Darfur settentrionale, e a Kadugli, nel Kordofan, con quasi altre 20 aree a rischio poiché il conflitto limita la fornitura di aiuti umanitari fondamentali.

In Iran, i recenti eventi hanno avuto conseguenze devastanti per i bambini e gli adolescenti. Secondo le notizie, più di 144 bambini sono stati uccisi, mentre molti altri sono rimasti feriti o sono detenuti. L’UNICEF sta esercitando forti pressioni sulle autorità iraniane affinché proteggano i bambini dalla violenza, ponendo fine a qualsiasi arresto o detenzione di minorenni. Il timore di un’ulteriore escalation in Iran sta inoltre causando gravi ripercussioni sui bambini e sui loro genitori. Esortiamo tutte le parti coinvolte ad allentare le tensioni e a dare priorità alla pace.

Nella Striscia di Gaza, nonostante una fragile tregua abbia portato alcuni miglioramenti, la situazione rimane estremamente precaria e mortale per molti bambini. I bambini continuano a subire attacchi aerei e risentono del collasso dei sistemi sanitari, idrici e scolastici. Dall’inizio dell’anno, secondo le notizie, 37 bambini uccisi in tutta la Striscia di Gaza. La tregua deve reggere e mantenere la promessa di porre fine alle sofferenze dei bambini di Gaza.

In Cisgiordania, compresa Gerusalemme Est, l’aumento della violenza e dei conflitti continua a compromettere la sicurezza dei bambini, lasciando le famiglie in uno stato di paura e incertezza perpetua. A gennaio, due bambini sono stati uccisi in Cisgiordania e 25 sono rimasti feriti.

In altre zone del Medio Oriente e del Nord Africa, i conflitti prolungati e i contesti fragili stanno aumentando i bisogni umanitari. I bambini dello Yemen continuano ad affrontare molteplici crisi, tra cui il conflitto in corso, l’insicurezza economica e la malnutrizione diffusa, mentre le famiglie in Libano continuano a lottare per riprendersi dalla recente guerra, affrontando al contempo la paura dei continui attacchi.

La violenza, comprese le gravi violazioni contro i bambini, come l’uccisione e la mutilazione, è inaccettabile. I bambini devono essere sempre protetti, eppure il primo mese del 2026 in Medio Oriente e Nord Africa è già stato segnato dalla devastante perdita di giovani vite.

L'UNICEF esorta tutti i Governi e le parti in conflitto a rispettare i propri obblighi ai sensi del diritto internazionale umanitario e dei diritti umani e ad agire immediatamente per porre fine alla violenza, alle uccisioni, alle ferite, agli arresti, alle detenzioni e ai traumi inflitti ai bambini. Ciò di cui tutti i bambini hanno più bisogno è la pace".

Dichiarazione del Direttore regionale dell'UNICEF per il Medio Oriente e il Nord Africa, Edouard Beigbeder.

07/02/2026

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