Nigeria, mancano i fondi per aiutare le vittime di Boko Haram

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17/09/2015

18 settembre 2015 - Negli ultimi 5 mesi in Nigeria l'intensificazione degli attacchi da parte del gruppo terroristico Boko Haram ha provocato lo sfollamento di altri 500.000 bambini, portando a 1,4 milioni il numero complessivo dei minori in fuga dalle loro case.

Circa 1,2 milioni di bambini - oltre metà dei quali con meno di 5 anni – sono gli sfollati nel nord del paese. Ad essi si aggiungono 265.000 minori rifugiati in Camerun, Ciad e Niger.

«Ognuno di questi bambini che fugge per salvare la propria vita rappresenta un’infanzia interrotta» commenta Manuel Fontaine, Direttore UNICEF per l’Africa Centrale e Occidentale. «È veramente allarmante vedere come bambini e donne continuano ad essere uccisi, rapiti o usati come bombe umane.»

 

L'UNICEF in azione per i bambini della Nigeria

Insieme ai governi e alle organizzazioni partner in tutti e quattro gli Stati colpiti dalle conseguenze di questa crisi, l’UNICEF ha esteso le sue operazioni di soccorso umanitario a migliaia di bambini e famiglie vittime dell'ondata di violenza.

In particolare, dall'inizio di quest'anno, grazie all'azione dell'UNICEF: 
  • 315.000 bambini sono stati vaccinati contro il morbillo
  • oltre 200.000 persone hanno ricevuto accesso ad acqua potabile
  • 65.000 bambini sfollati e rifugiati hanno potuto continuare l'attività scolastica (formale o in modalità di emergenza) grazie alla distribuzione di materiali didattici
  • 72.000 minori sfollati hanno ricevuto sostegno psicologico
  • 65.000 bambini tra 0 e 5 anni sono stati salvati grazie alla terapia contro la malnutrizione acuta grave.

Tuttavia, molti altri bambini restano esclusi da questi interventi per carenza di fondi. L’appello umanitario per la risposta alla crisi in corso nella regione è ancora gravemente sotto-finanziato:  l’UNICEF ha ricevuto solo il 32% dei 50,3 milioni di dollari necessari entro fine 2015.

A causa di questo deficit, 124.000 bambini nigeriani devono ancora essere vaccinati contro il morbillo, 83.000 non hanno ancora ricevuto accesso all'acqua potabile e 208.000 sono rimasti privi di forme di istruzione..

«Con l'incremento del numero dei rifugiati, a fronte di un volume insufficiente di risorse economiche, la nostra possibilità di garantire aiuti di prima necessità in Nigeria e nei paesi limitrofi è seriamente compromessa» conclude Manuel Fontaine. «Se non riceveremo nuovi fondi, centinaia di migliaia di bambini che hanno estremo bisogno di aiuto rimarranno privi di cure mediche di base, acqua potabile e istruzione.» 

17/09/2015

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