“Ogni passo che faccio è per loro”: storie di accoglienza e partecipazione alla Fun Run di Roma

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24/03/2026

Il 21 marzo, tra le strade di Roma, un gruppo di oltre venti persone legate all’ UNICEF ha preso parte alla Acea Water Fun Run insieme a Sport Senza Frontiere.
Tra loro, ragazzi e ragazze in accoglienza in famiglia. Storie diverse, provenienze lontane, percorsi che si incontrano nello stesso spazio, per un tempo condiviso.

Modou Mbaye ha 17 anni e viene dal Gambia. È arrivato in Italia nel 2023 e oggi frequenta la scuola. Mi piace anche fare sport perché aiuta a stare bene e a superare le sfide. Per questo vorrei partecipare alla maratona per mettermi alla prova, migliorare me stesso e vivere una nuova esperienza.”

Accanto a lui ha corso Ali H. A. Madi, giovane palestinese di Gaza.
Durante la guerra ho perso 27 membri della mia famiglia: mia nonna, mia zia, i miei zii, le loro mogli e i loro figli. Non erano solo parenti; erano tutto il mio mondo.” che continua Oggi vivo in un nuovo Paese, cercando di ricominciare da capo, ma porto la mia storia con me ovunque vada. La mia partecipazione alla Maratona UNICEF di Roma non è solo un evento sportivo; è un messaggio. Ogni passo che faccio è per loro. 

Nel gruppo anche Cheikih Tidiane Diop, 18 anni, arrivato dal Senegal, che vive oggi a San Severino Marche con una famiglia affidataria. Si descrive come “intelligente, educato, simpatico” e racconta che nel tempo libero gli piace “leggere, guardare e giocare a calcio”.

Con lui Alieu Jallow, 18 anni, originario del Gambia, oggi a Macerata:
Sono un ragazzo simpatico, curioso, calmo, sensibile e ho sempre l’entusiasmo di imparare nuove cose e conoscere nuove persone; sono una persona che sa ascoltare l’altro e vede le cose non solamente dal mio punto di vista, ma altrui.

Tra i partecipanti anche Cheikih Tidiane Diop e Alieu Jallow, inseriti in un percorso di accoglienza familiare che accompagna la loro quotidianità tra studio, relazioni e nuove esperienze.

E poi Jangana, arrivato dal Senegal a 15 anni, che nel tempo ha costruito legami profondi con la famiglia che lo accoglie. Corre con continuità, dopo il lavoro, in ogni condizione, e condivide la vita quotidiana tra casa, cucina e passioni condivise con la sua famiglia affidataria. 

La partecipazione alla corsa si inserisce pienamente in un percorso più ampio di inclusione, che si realizza grazie al lavoro costante della società civile e dei Comuni più impegnati nel garantire ai ragazzi l’accesso a reti relazionali solide e comunitarie. Questo impegno volge ad assicurare tre assi fondamentali come la tutela volontaria, come relazione stabile e personalizzata, ma anche il prosieguo amministrativo, che accompagna i giovani nella transizione verso l’età adulta e infine un’accoglienza che vada oltre le strutture collettive, valorizzando famiglie e persone affidatarie, mentori e tutori sociali. 

In questo contesto, la Comunità di Pratica per l’accoglienza in Famiglia e Comunitaria, promossa e coguidata dall'Ufficio UNICEF per l’Europa e l’Asia Centrale permette un lavoro continuo e condiviso per l’inclusione e l'integrazione sociale dei 17.000 minori stranieri non accompagnati presenti sul territorio nazionale.

La corsa di oggi diventa un simbolo: è una corsa verso l’integrazione e la garanzia dei diritti primari. Lo sport è uno spazio relazionale e di crescita sociale fondamentale, in cui i ragazzi possono sentirsi parte della comunità. 
Un approccio che mette al centro relazioni, fiducia e percorsi concreti di inclusione. Non solo accoglienza, ma costruzione di autonomia, partecipazione e futuro.

In questo contesto, anche lo sport diventa uno spazio condiviso: un’occasione per stare insieme, creare connessioni, riconoscersi parte di un gruppo.

È lo stesso approccio che emerge dal lavoro “Storie che aprono le porte”, una mappatura promossa dalla Comunità di Pratiche dell’Accoglienza in Famiglia e Comunitaria e dall’UNICEF insieme a 19 organizzazioni, che raccoglie esperienze di accoglienza familiare e relazionale in diversi territori.
Alla Fun Run, queste esperienze si sono incontrate lungo lo stesso percorso. 

Si ringraziano per la partecipazione e il supporto nell’organizzazione della giornata... Mirna Taddei, Sport Senza Frontiere, Oxfam, CNCA e il Comune di Macerata e Refugees Welcome Italia 

24/03/2026

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