Oltre 500 milioni di bambini vivono in paesi in conflitto
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“(..) Oggi più di 500 milioni di bambini – quasi uno su cinque a livello globale – vivono in paesi in cui sono in corso guerre o altri conflitti violenti. Ogni anno decine di migliaia di bambini vengono uccisi o feriti nei conflitti armati, e questo numero è in aumento. Inoltre, molti bambini sono malnutriti a causa dei conflitti e non possono andare a scuola. L'istruzione dei bambini è sempre più sotto attacco diretto.
Da quando il Consiglio di Sicurezza ha adottato la Risoluzione 1612 nel 2005, le Nazioni Unite hanno verificato più di 14.000 attacchi contro scuole e oltre 3.000 casi di utilizzo militare di scuole, quasi due attacchi al giorno, per due decenni. Il ritmo di questi attacchi è in aumento, con più della metà dei casi verificatisi solo negli ultimi dieci anni.
Solo nella Striscia di Gaza, dal 2023 il 97% delle scuole è stato danneggiato o distrutto. In paesi come la Repubblica Democratica del Congo, il Myanmar e l’Ucraina, centinaia di scuole sono state saccheggiate, incendiate e attaccate con armi esplosive come bombardamenti e attacchi aerei.
Questi attacchi costituiscono gravi violazioni nei confronti dei bambini, attacchi diretti alla loro sicurezza, dignità e futuro. Quando le scuole vengono attaccate o occupate, i bambini perdono molto più che opportunità di apprendimento, perdono spazi sicuri, opportunità di sviluppo sociale con i loro coetanei e accesso a servizi essenziali come l'alimentazione scolastica, l'assistenza sanitaria e il sostegno alla salute mentale. Possono anche perdere l'accesso a informazioni salvavita sui rischi rappresentati dai residuati bellici esplosivi.
Proteggere la scuola per proteggere i bambini
I bambini che non frequentano la scuola sono esposti a rischi significativamente più elevati di sfruttamento, lavoro minorile, matrimoni precoci, tratta e reclutamento in gruppi armati. Nei casi in cui i gruppi armati utilizzano le scuole come basi o depositi di armi, si assiste spesso a un aumento del reclutamento e dell’utilizzo di bambini.
I bambini che non frequentano la scuola possono essere costretti a prestare servizio come soldati o corrieri e sono esposti a sfruttamento e abusi sessuali. La presenza di attori armati nelle scuole espone inoltre studenti e insegnanti al rischio di ferite e morte durante gli attacchi delle forze avversarie.
Proteggere l'istruzione significa garantire la sicurezza delle scuole e assicurarsi che le parti in conflitto si astengano dall'utilizzarle per scopi militari.
L’esperienza dell’UNICEF dimostra che un approccio integrato all’istruzione, alla protezione e alla costruzione della pace è particolarmente efficace nel prevenire il reclutamento dei bambini. Ciò include spazi di apprendimento sicuri, apprendimento accelerato per i bambini che hanno perso giorni di scuola e la formazione degli insegnanti per sostenere i bambini a rischio. Ciò significa anche combinare l’istruzione con il sostegno alla salute mentale e il coinvolgimento della comunità, nonché percorsi di apprendimento o acquisizione di competenze ulteriori.
Scuole fuori dal mirino: l’appello dell’UNICEF
L’UNICEF promuove la protezione delle scuole dagli attacchi e dall’uso militare, esortando le parti a rispettare il diritto internazionale … e invitando gli Stati membri ad approvare e attuare la Dichiarazione sulle scuole sicure. Lavoriamo per ampliare l’accesso all’apprendimento formale e non formale per i bambini colpiti dai conflitti. Ciò include i bambini sfollati o che vivono come rifugiati.
Un'istruzione sicura può prevenire efficacemente il reclutamento e l'utilizzo di bambini da parte di gruppi armati, ma ciò richiede un'azione collettiva. L'UNICEF esorta tutti gli Stati membri ad approvare e attuare la Dichiarazione sulle scuole sicure [...] e ad adottare politiche che proteggano le scuole, gli studenti e gli insegnanti, garantendo al contempo la responsabilità per le gravi violazioni dei diritti umani. L'istruzione dovrebbe essere sistematicamente integrata nei piani d'azione nazionali sui bambini e i conflitti armati.
L'UNICEF continua a invitare le parti in conflitto a porre fine agli attacchi contro l'istruzione, all'uso militare delle scuole e al reclutamento e all'impiego di bambini.”
Dichiarazione di Catherine Russell, Direttrice Generale dell'UNICEF,
al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite - Meeting Arria-Formula per la Red Hand Day 2026