OPS! La tua Opinione, oltre ogni Pregiudizio, contro gli Stereotipi! Al via la campagna di sensibilizzazione

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07/10/2021

Ognuno di noi ha dei pregiudizi. Anche chi pensa di non averne non è immune a pensieri e azioni ripetuti a volte in modo inconscio che possono condurre a effetti molto gravi, tra cui il razzismo e la discriminazione. Chi se ne rende conto, si trova così a esclamare "Ops!", una parola che oggi, attraverso la campagna di sensibilizzazione di UNICEF, diventa sinonimo di lotta ai pregiudizi e agli stereotipi.

Il razzismo usa categorie per capire le persone, dando per scontato che tutti o quasi tutti i membri di un certo gruppo abbiano in comune alcuni fattori psicologici, intellettivi o comportamentali. Il razzismo è quindi basato su stereotipi, cioè su idee generalizzate relative a un gruppo sociale giudicato a volte per il colore della pelle, il Paese di origine, la lingua, o altri fattori specifici. Alcuni stereotipi sono relativamente innocui, altri no. Pensiamo ad esempio all’idea che tutti gli appartenenti a un certo gruppo possano essere delinquenti, nullafacenti, o addirittura terroristi.

Ovviamente, gli stereotipi sono preconcetti che hanno poco a che vedere con la realtà dei fatti, eppure hanno delle conseguenze molto reali, come episodi di razzismo, discriminazione e violenza sia fisica che psicologica.

I giovani sono sicuri: dietro a questi episodi, è presente una mancanza di empatia e di memoria storica nonché dei fattori che spingono a lasciare il proprio Paese per  raggiungere l’Europa. Così, l’UNICEF ha chiesto a ragazze e ragazzi – tra cui minori stranieri non accompagnati e di seconda generazione - di raccontarci la loro storia.

La storia di Cherif

Cherif Karamoko è un ragazzo della Guinea, arrivato in Italia all’età di 16 anni con un sogno: fare il calciatore. Durante gli anni ha incontrato tante difficoltà, inclusi episodi di razzismo, ma è comunque riuscito a fare della sua passione una carriera.

Leggi la sua storia

In prima linea a fianco di adolescenti e giovani

Oggi, buona parte degli episodi di razzismo avviene online, sia tramite post di poco gusto che con commenti offensivi. La battaglia di contrasto al fenomeno si gioca quindi sui social e vede giovani attiviste e attivisti come principali protagonisti. Secondo una ricerca condotta recentemente assieme all’Università di Urbino, esistono degli hotspot sui social media in cui trovare focolai di dibattito su razzismo e xenofobia. Tra questi, le pagine degli influencers di seconda generazione sono quelle che spiccano maggiormente, sia per la frequenza dei contenuti che pubblicano che per i metodi comunicativi che utilizzano.

L’UNICEF ha lanciato quindi una campagna per sperimentare nuovi contenuti che hanno come protagonisti ragazze e ragazzi minori stranieri non accompagnati e di seconda generazione, con l’obiettivo il cerare un nuovo modello di influencer socialmente impegnato, capace di identificare i problemi, trovare soluzioni, e soprattutto comunicarle efficacemente grazie ai social.

Chi volesse far parte di questo progetto può unirsi al gruppo contattando la pagina instagram ureportonthemove la piattaforma UNICEF dedicata a giovani migranti e rifugiati.

07/10/2021

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