Primi aiuti ad Aleppo dopo la tregua, 100.000 bambini da soccorrere

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14/09/2016

15 settembre 2016 - Martedì scorso, appena poche ore dopo l'entrata in vigore in Siria del cessate il fuoco negoziato nei giorni scorsi da USA e Russia, l'UNICEF ha potuto finalmente portare aiuti in alcuni quartieri di Aleppo che da settimane erano irraggiungibili a causa dei continui combattimenti. 

Tra questi vi è Majbal, il sobborgo in cui sono state scattate queste immagini.

Majbal si trova nella parte ovest di Aleppo, quella sotto il controllo delle forze armate regolari, che da oltre un mese era off-limits per i ribelli. Qui vivono migliaia di sfollati, fuggiti da altre zone della città: ma anche questa zona, prima ritenuta sicura, era ormai diventata una trappola. 

Dopo il cessate il fuoco la situazione in città è diventata relativamente calma (anche se non mancano episodiche violazioni della tregua) ed è stato possibile per l'UNICEF e le altre agenzie dell'ONU organizzare un convoglio umanitario per portare aiuti urgenti e stimare in tempi rapidi i bisogni primari della popolazione sfollata (acqua, salute, nutrizione, igiene).

Un'operatrice sanitaria dell'UNICEF Siria parla con una donna in una scuola adibita a rifugio per sfollati nel quartiere al-Zahraa (Aleppo ovest) - UNICEF/UN032199/Ourfali

Fatima, 1 anno (v. sotto), è una delle tante bambine sottoposte a controllo dai nostri nutrizionisti a Majbal.

Fatima vive con la famiglia in un accampamento di fortuna. La sua diagnosi è di malnutrizione acuta, e deve essere sottoposta immediatamente a terapia nutrizionale.

Un'operatrice umanitaria dell'UNICEF stringe il braccialetto MUAC attorno al braccio di Fatima, 1 anno, per diagnosticare il livello di malnutrizione sofferto dalla bambina - ©UNICEF/UN032204/Ourfali


Le famiglie di Aleppo sono state sradicate dalle loro vite dall'escalation di violenza che è riesplosa tra luglio e agosto, e che ha avuto termine soltanto in queste ultime ore.

L'UNICEF ha dovuto intensificare la sua azione umanitaria per garantire l'accesso all'acqua potabile, alle cure mediche e alle terapie nutrizionali a circa 35.000 sfollati nei quartieri occidentali della città.

Adesso la priorità è raggiungere quanto prima i 275.000 abitanti (fra cui non meno di 100.000 bambini) rimasti intrappolati ad Aleppo est, la zona sotto controllo dei ribelli e da settimane martellata dai bombardamenti dell'esercito regolare con il supporto russo. Nessun'agenzia umanitaria dell'ONU ha potuto raggiungere questa parte della città negli ultimi due mesi e mezzo.

Operatori  dell'UNICEF dialogano con i civili sfollati di Majbal, sobborgo di Aleppo (Siria) - UNICEF/UN032200/Ourfali

14/09/2016

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