Bambini e adolescenti ai margini: la povertà in Italia

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02/12/2010

Non sono solo i paesi poveri a dover affrontare delle sfide, ma anche quelli economicamente avanzati.

Una di queste sfide è fare in modo che il livello di benessere sia garantito a tutta la popolazione, eliminando quanto possibile le disuguaglianze tra le persone.

Il rapporto   UNICEF “Bambini e adolescenti ai margini” è il risultato di un’indagine comparativa dei 24 paesi dell’area OCSE sulle diverse dimensioni del benessere dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia.

E i risultati per il nostro paese sono allarmanti: l’Italia è agli ultimi posti - inseme a Grecia e Stati Uniti - in tutti gli indicatori di benessere dell’infanzia considerati.

Danimarca, Finlandia, Paesi Bassi e Svizzera sono invece i paesi più virtuosi, ovvero quelli in cui la “forbice” della disuguaglianza tra i bambini è la più sottile.

I dati

Istruzione: L’Italia è al 21esimo posto su 24 paesi. Seguita da Francia, Austria e Belgio.

Salute: L'Italia complessivamente si colloca al penultimo posto, seguita soltanto dall’Ungeria.

Reddito Familiare: Per questo indicatore, che è fortemente correlato con il tasso di povertà, l’Italia si trova nel gruppo dei paesi con il livello più alto diseguaglianza. La differenza tra alcune famiglie, e di conseguenza tra i bambini che ve ne fanno parte, è del 54%.

Accesso alle risorse di base per l'istruzione: I dati si riferiscono alla possibilità per i bambini di accedere ad alcune risorse base dell’istruzione, come dizionari, computer, internet, luoghi silenziosi per studiare. In questo caso l’Italia occupa una posizione intermedia della classifica. All’ultimo posto invece Gracia, Slovenia e Messico.

Condizioni abitative: anche in questo caso siamo tra i peggiori, insieme a Ungheria e Stati Uniti.

Sana alimentazione: Il divario tra i bambini che possono seguire un’alimentazione bilanciata a base di frutta e verdura e quelli che non possono, è troppo ampio nel nostro paese: siamo al 18esimo posto su 24.

Attività fisica intensa: Questo indicatore riflette la frequenza di attività fisica intensa al di fuori della scuola per studenti di 11, 13 e 15 anni. Lo sport non è alla portata di tutti in Italia, anche in questo caso siamo solo 22esimi.

Conclusioni

Le politiche economiche e sociali hanno un ruolo importante nel contrastare il rischio di esclusione.

La lettura dei dati sulla povertà insieme a quelli degli investimenti pubblici sulle famiglie mostra che i paesi che spendono di più in trasferimenti alla famiglie e agevolazioni fiscali rivolte alla famiglie con bambini sono quelli che hanno maggiore successo in tagliare i livelli di povertà di mercato.

 

Similmente i paesi che spendono di più in trasferimenti alla famiglie con bambini e in servizi per la famiglie con bambini sono quelle con i livelli più contenuti di povertà infantile.

I paesi che spendono meno dell'1,5% del PIL per le famiglie hanno tutti tassi di povertà infantile superiori al 10%.

>>Leggi la versione integrale della Scheda sull'Italia presente nel Rapporto

  

Documenti disponibili

Report Card n.9 - Italiapdf / 32 kb

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02/12/2010

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