Tanti modi di combattere la malnutrizione. Reportage dall'Eritrea

3 minuti di lettura

07/10/2010

di Patrizia Paternò

Giornalista, lavora al Comitato Italiano per l'UNICEF dal 1991. È responsabile delle Attività editoriali nell'area Comunicazione.
Per l'UNICEF ha compiuto diversi viaggi sul campo in: Cambogia, Burkina Faso, Ucraina, Kirghizistan ed Eritrea.
 

 

È inevitabile arrivare ad Asmara e rimanere colpiti dell’architettura italiana della città, in perfetto stile déco. Nessuna sorpresa però se si è riusciti a leggere qualche pagina di una guida sull’Eritrea, che parlando dei suoi famosi caffè, dei cinema Impero o Roma e delle tante fabbriche italiane ancora in attività, prepara a un salto nel passato.

Asmara, soprannominata “Little Rome”, conserva ostinatamente il retaggio del colonialismo italiano nelle costruzioni ormai decadenti, che conferiscono alla città un sapore antico e familiare.

No Peace no war

Dell’Eritrea si parla poco, pochissimo, nonostante i grandi problemi che deve affrontare. La lunga guerra con l’Etiopia per l’indipendenza, raggiunta nel 1991, e la ripresa delle ostilità qualche anno dopo hanno progressivamente impoverito il paese. Oggi si respira un senso di calma, anche se, quando si chiede in giro qualcosa di più sulla situazione, la risposta più comune è una laconica espressione: “No peace no war”.

Combattere la malnutrizione

Le sei regioni (Zoba) del paese devono affrontare molti problemi, e tra quelli più urgenti la malnutrizione dei bambini, anche se negli ultimi due decenni sono stati realizzati molti progressi. Le cause sono riconducibili a fattori diversi, tra cui scarsità di cibo, progressivo aumento dei prezzi dei generi alimentari, uso di acqua non potabile e mancanza di micronutrienti nelle diete delle gestanti e dei bambini.

«Molti anni fa – ha scritto recentemente Rahel Asgedom sul bisettimanale “Eritrea Profile” – “il 30% circa dell’intero territorio eritreo era coperto di vegetazione. C’erano molti animali selvatici che vivevano e si spostavano attraverso la foresta. Oggi c’è un’inversione di tendenza: la terra sempre verde si è trasformata in una zona semidesertica e la desertificazione è diventata una delle principali preoccupazioni per lo sviluppo agricolo del paese».

Ovvio quindi che al recente vertice delle Nazioni Unite sugli Obiettivi di Sviluppo del Millennio, il ministro degli Esteri Osman Saleh, abbia sottolineato il particolare impegno dell'Eritrea riguardo la sicurezza alimentare per raggiungere il primo degli Obiettivi, quello di eliminare la povertà estrema e la fame.

Già dal 2007, per far fronte alla malnutrizione acuta dei bambini, il Ministero della Sanità, con il supporto dell’UNICEF, ha avviato un programma di gestione integrata del problema per garantire l’assistenza ai bambini malati.

Il programma prevede la formazione di operatori sanitari per assicurare la prima assistenza ai bambini nelle comunità distanti dai centri sanitari ed è volto anche alla sensibilizzazione delle famiglie, primo passo per far comprendere l’importanza di controllare la salute dei bambini.

Sono inoltre incluse altre attività rivolte alla prevenzione delle malattie all’interno delle comunità stesse, all’individuazione dei segni di malnutrizione e al loro immediato trattamento, alla fornitura di aiuti e attrezzature, al ricovero presso i Centri sanitari quando sono necessarie terapie nutrizionali e/o cure specifiche per complicazioni.

Leggi la seconda parte del reportage

07/10/2010

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