Repubblica Centrafricana, si moltiplicano gli orrori ma mancano i fondi

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12/06/2014

Sei mesi dopo che gli intensi combattimenti hanno raggiunto Bangui, la capitale della Repubblica Centrafricana, ricevono conferma le notizie che riferiscono di 74 bambini uccisi, 277 mutilati, e migliaia di minori sfollati.

«Le violenze in Repubblica Centrafricana fanno accapponare la pelle per la loro brutalità e la loro ferocia: non c'è nessuna pietà per i bambini» ha dichiarato Souleymane Diabaté, Rappresentante dell'UNICEF in Centrafrica. «In media, negli ultimi sei mesi, ogni giorno un bambino è stato mutilato o ucciso durante gli scontri. Questo ciclo di brutalità e rappresaglie deve finire!» 

Il bilancio realistico delle vittime è però decisamente più alto, se si includono i bambini che sono morti per malattie, a seguito del totale collasso dei servizi sanitari di base. 

A causa delle implacabili violenze e delle scarse condizioni di sicurezza in alcune parti del Paese, l’UNICEF non è in grado di verificare tutte le segnalazioni di violazioni nei confronti dell'infanzia. 

Nel frattempo il peggioramento della situazione nel paese, a cominciare dalla capitale Bangui, sta costringendo sempre più civili a lasciare le proprie case. Al momento più di mezzo milione di persone sono sfollate all'interno del paese, almeno metà di loro sono bambini.

Altre 347.000 persone – due terzi delle quali bambini – hanno abbandonato il paese e adesso vivono  come rifugiati negli Stati della regione: la maggior parte hanno trovato riparo in Camerun, ma anche in Ciad, Repubblica Democratica del Congo e Repubblica del Congo (Congo Brazzaville).

L’UNICEF lavora a stretto contatto con i suoi partner per proteggere i bambini dalle violenze, realizzando spazi protetti per l’istruzione e il supporto psicosociale per i bambini più colpiti. 

I minorenni rimasti separati dalle proprie famiglie vengono registrati per essere riunificati ai propri familiari il prima possibile. 

Sono inoltre in corso negoziati con gruppi armati responsabili del reclutamento di minori, al fine di assicurare il loro rilascio e - quando possibile - il loro reinserimento nelle comunità. 

L’UNICEF sta fornendo assistenza umanitaria famiglie sfollate con bambini garantendo acqua potabile, servizi igienici adeguati e altri beni indispensabili come teloni impermeabili, stuoie e taniche per conservare l’acqua.

La mancanza di fondi resta però un punto cruciale. La crisi nella Repubblica Centrafricana e nei paesi vicini è l’emergenza su larga scala che sta ricevendo meno finanziamenti.

I fondi necessari, oggetto dell'appello umanitario per il 2014, sono aumentati a 120 milioni di dollari: a oggi le donazioni ricevute dai governi e dal settore privato ne coprono meno del 25%.

«Siamo impegnati a continuare il nostro lavoro e a fare tutto ciò che possiamo per i bambini della Repubblica Centrafricana» ha ribadito Diabaté. «Ma la comunità internazionale ora deve fare la sua parte.» 

12/06/2014

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