Le restrizioni ai voli bloccano i vaccini: così il COVID-19 apre la strada alle malattie infettive

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02/05/2020

L'UNICEF richiede aiuto alla comunità internazionale per sbloccare l'enorme arretrato creatosi nell'invio di vaccini pediatrici a causa dei vincoli logistici imposti dalle misure di contenimento della pandemia di COVID-19 e dai "lockdown" vigenti in numerosi Stati.
 
Nel 2019 l'UNICEF aveva distribuito 2,43 miliardi di dosi di vaccini in 100 Stati, coprendo il fabbisogno del 45% della popolazione infantile mondiale tra 0 e 5 anni.
 
A partire dal 22 marzo, l'UNICEF ha visto una riduzione del 70-80% nelle spedizioni di vaccini a causa del drastico calo dei voli commerciali e della limitata disponibilità di voli charter.
 
Oggi a causa dei ritardi nelle spedizioni decine di paesi sono a rischio di esaurimento delle scorte vaccinali, e 26 Stati in particolare sono a grave rischio in quanto quasi impossibili da raggiungere a causa delle restrizioni sul trasporto delle merci. Tra questi, sono almeno cinque gli Stati che l'anno scorso hanno registrato epidemie di morbillo.
 
Ad aggravare il problema sono i costi esorbitanti per organizzare i voli: le tariffe per il trasporto merci sono rincarate del 100 o persino del 200% rispetto a prima della crisi, e i voli charter sono diventati ancora più costosi.
 
I paesi a basso reddito hanno difficoltà a sostenere questi rincari, e ciò espone i loro bambini a malattie che si possono prevenire solamente con un vaccino, quali morbillo e poliomielite
 
Già prima della pandemia circa 20 milioni di bambini sotto i 12 mesi, nel mondo, rimanevano esclusi dai vaccini di base. Le attuali interruzioni nelle vaccinazioni di routine potrebbero avere come effetto, soprattutto nei paesi con i sistemi sanitari più fragili, devastanti epidemie di malattie infettive sia nei prossimi mesi che nei prossimi anni.
 
Buona parte delle scorte di vaccini che non riescono a raggiungere le  destinazioni previste riguardano le cosiddette "vaccinazioni di routine", ossia quelle raccomandate all'intera popolazione infantile di un determinato paese. 
 
A causa dei ritardi, alcuni paesi hanno iniziato a erodere le riserve, ossia scorte di vaccini - in genere equivalenti al fabbisogno per 3 mesi - accantonate per fronteggiare situazioni non pianificate, come l'esplosione di focolai epidemici. Questa misura emergenziale avvicina pericolosamente il momento dell'esaurimento delle scorte.
 
I lunghi ritardi nelle spedizioni rappresentano un problema anche per i produttori dei vaccini, che devono immagazzinare le scorte in eccesso e potrebbero dover fermare la produzione nel caso in cui i loro magazzini raggiungessero la soglia massima di stoccaggio.
 
L'UNICEF è al lavoro per identificare soluzioni con i produttori e le organizzazioni partner, tra cui l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), l'Alleanza Globale per i Vaccini (GAVI), la Pan-American Health Organization (PAHO) e la Fondazione Bill e Melinda Gates. 
 
Alcuni produttori si sono offerti di fornire supporto con i loro servizi di spedizione merci, mentre la GAVI ha fornito ulteriori finanziamenti per finanziare i voli charter. 
 
Continuiamo a lavorare con i governi per monitorare i loro livelli di scorte, dare priorità alle spedizioni di vaccini prioritarie al fine di evitare l’esaurimento delle scorte e rispondere alle esigenze dei loro programmi di vaccinazione.
Tuttavia, la situazione logistica rimane fortemente limitata. E molti Paesi richiedono un ulteriore sostegno finanziario.
 
L'UNICEF lancia un appello ai governi, al settore privato, all'industria aerea e a chiunque possa contribuire alla soluzione del problema, affinché liberino spazio di trasporto a costi accessibili per i vaccini.

Chiedamo a tutti questi soggetti di collaborare con noi per trovare il modo di superare i problemi di trasporto, da cui dipende la vita di milioni di bambini.

02/05/2020

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