Ricostruire il futuro dell'Iraq partendo dalle scuole

4 minuti di lettura

18/01/2018

19 gennaio 2018 – In Iraq oltre 4 milioni di bambini hanno subito le conseguenze di gravissime violenze, soprattutto in aree come Ninive e Anbar

Soltanto nell'anno appena terminato sono stati uccisi 270 bambini, e a tantissimi altri è stata devastata l’infanzia, costringendoli a prendere parte ai combattimenti in prima linea. Molti di loro porteranno per tutta la vita cicatrici fisiche e psicologiche per essere stati esposti a inimmaginabili brutalità. E più di un milione di bambini sono stati costretti ad abbandonare la propria casa

Sebbene in molte zone i combattimenti siano terminati, in altre continuano a verificarsi episodi di violenza. In questa ultima settimana si sono verificati tre attentati suicidi a Baghdad, con decine di vittime. 

Questa violenza non si limita a uccidere e ferire i bambini, ma sta anche distruggendo scuole, ospedali, case e strade. Sta lacerando il tessuto sociale e la cultura della tolleranza che tiene unite le comunità.

In Iraq l’UNICEF sta conducendo una delle sue più grandi operazioni di sempre, per rispondere ai bisogni dei bambini e dei ragazzi più vulnerabili con interventi umanitari e progetti di sviluppo.


La determinazione di Noor

A Mosul, nell'estremo Nord del paese, un luogo che ha visto consumarsi distruzioni senza precedenti, ho conosciuto bambini colpiti duramente da questi ultimi tre anni di violenza. 

Come Noor, 12 anni,  incontrata in una delle scuole che l’UNICEF ha recentemente riaperto nella parte occidentale della città. 

Noor mi ha raccontato come la sua famiglia ha continuato a vivere in città anche quando i combattimenti sono stati più intensi. Ha descritto il terrore che provava quando doveva scendere nel rifugio. Ha perso tre anni di scuola e ora si sta impegnando duramente per recuperarli.
 
L'uomo ha dimostrato ancora una volta, a Mosul e in altre parti dell’Iraq, di essere capace di provocare immense distruzioni.
 
Ma un’altra forza, più grande, ha lasciato un’impronta ancor più profonda: la determinazione a ricostruire e ricominciare a vivere. I bambini erano incredibilmente eccitati di poter raccontare le loro aspirazioni e di condividere la loro felicità nell'essere ritornati a giocare e studiare.
 
La povertà e il conflitto hanno interrotto il percorso scolastico di 3 milioni di bambini in Iraq. Alcuni non sono mai entrati in una scuola. Oltre un quarto di tutti i bambini in Iraq vive in povertà, in particolare quelli nelle aree meridionali e rurali, tra le più colpite negli ultimi anni.

Adesso che l’Iraq si prepara alle elezioni e al Summit Internazionale per l’Iraq, è il momento migliore per dare priorità all’interesse dei bambini, fermare le violenze e interrompere il ciclo di povertà e deprivazione.

A nome di Noor e di milioni di bambini e di persone che se ne prendono cura, l’UNICEF chiede alle autorità in Iraq e alla comunità internazionale di:
  • porre fine a tutte le forme di violenza nel paese, così che i bambini e le loro famiglie possano vivere in sicurezza, con dignità ed essere protetti
  • continuare a garantire assistenza umanitaria come acqua sicura, istruzione, protezione, supporto psicosociale, nutrizione e servizi sanitari ai bambini più colpiti, compresi quelli nei campi e negli insediamenti informali
  • predisporre investimenti di massa, immediati e di lungo periodo sull’istruzione. I bambini dell’Iraq, come tutti i bambini nel mondo, hanno il diritto di imparare e aspirare a un domani migliore. I bambini di oggi saranno gli insegnati, i dottori, gli ingegneri, gli scienziati di domani. Investire su di loro adesso significa investire nel futuro del Paese.

Il Summit internazionale sull’Iraq, che si terrà in Kuwait dal 12 al 14 febbraio rappresenta un’altra grande opportunità per il Governo dell’Iraq e per la comunità internazionale per rafforzare ulteriormente gli impegni per i bambini iracheni.
 
L’impegno più importante non dev'essere un nuovo piano, ma l'impegno concreto ad aumentare gli investimenti che portino un impatto positivo sulla vita dei bambini. 
 
Gli Stati e il settore privato devono trasformare le promesse di stanziamento in impegni concreti per i bambini.
 
Questo è fondamentale per ricostruire un Iraq pacifico e prospero, lontano dai circoli viziosi della violenza e della povertà intergenerazionale. 
 

L'azione dell'UNICEF in Iraq

L'UNICEF e i suoi partner continueranno a essere al fianco dei ragazzi e delle ragazze iracheni per garantire il rispetto e la realizzazione dei loro diritti, sanciti dalla Convenzione sui diritti dell’infanzia dell’adolescenza e dal diritto umanitario. 

In Iraq, l'UNICEF ha cooperato con le autorità locali nella ricostruzione o riparazione di 576 scuole e ha garantito materiali scolastici per 1,7 milioni di alunni.

Da gennaio 2017 a oggi, insieme alle organizzazioni partner, abbiamo portato aiuti umanitari (acqua, cibo, articoli per l'igiene e altro) a 2,4 milioni di persone sfollate (fra cui oltre un milione di bambini).
  
Il nostro appello umanitario per l'Iraq nel 2018 prevede interventi per 186 milioni di dollari.
 
 
(Dichiarazione di Geert Cappelaere, direttore UNICEF per Medio Oriente e Nord Africa)

18/01/2018

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