Scuola di qualità, scuola per tutti

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15/11/2009

Se l'istruzione universale è la chiave per sconfiggere la povertà nel giro di una o due generazioni, non ci si può illudere che qualunque scuola vada bene, pur di raggiungere lo scopo.
 
La qualità dell'apprendimento è il vero segreto del successo di un sistema educativo, e non avrebbe senso fare battaglie globali per mandare tutti i bambini in una scuola dove si insegnano nozioni inutili, con metodologie sorpassate o repressive.

Cosa è dunque una "istruzione di buona qualità" secondo i canoni dell'UNICEF?

Al di là delle ovvie considerazioni sulla dotazione minima di attrezzature didattiche e infrastrutture necessarie affinché una scuola funzioni decentemente, vi sono almeno cinque elementi non materiali che caratterizzano la qualità educativa in un sistema scolastico: 

  • l'esperienza personale degli alunni
  • l'ambiente scolastico
  • i contenuti dell'insegnamento
  • i processi cognitivi e formativi
  • i risultati dell'apprendimento
 
Ogni bambino porta con sé il proprio vissuto personale e la propria identità culturale, maturata in seno alla famiglia o durante l'istruzione pre-.scolare.
 
Una scuola di qualità non trascura di prestare attenzione alla sua situazione familiare, ai suoi talenti o ai suoi ritardi, ai segni di precedenti esperienze che possono incidere positivamente o negativamente sulla socializzazione e sull'apprendimento.

L'insegnante debitamente formato sa inoltre riconoscere i sintomi del disagio, dell'abuso o dello stress emotivo, e spesso è l'unico soggetto che può salvare un bambino o una bambina dall'esclusione sociale o da situazioni ancora più dolorose.

L'ambiente in cui i bambini si ritrovano nella parte più importante della loro vita formativa condiziona enormemente la qualità dell'apprendimento. I criteri di una scuola sicura, salutare e sensibile alle differenze culturali sono quelli che definiscono una scuola "a misura di bambino"

I curricula scolastici sono di qualità allorché includono, oltre alle indispensabili nozioni per l'alfabetizzazione, contenuti che permettono agli allievi di acquisire competenze fondamentali per la vita (life skills), per l'educazione civica, per la prevenzione dell'HIV/AIDS e delle principali malattie, per la risoluzione pacifica delle controversie e per altre priorità definite a livello nazionale e locale.

Va da sé che i programmi di studio e i libri di testo devono riflettere un approccio improntato al rispetto delle differenze fra i sessi.

Bambini e ragazzi devono essere al centro del processo educativo, anziché subirlo. Gli insegnanti devono a loro volta saper accertare e favorire le condizioni che favoriscono l'integrazione di tutti gli alunni, e delle bambine in particolare, individuando eventuali ostacoli nell'ambiente familiare o comunitario.

Infine, nella definizione di una istruzione di qualità vanno presi in considerazione i risultati del processo educativo. Essi non possono limitarsi alle nozioni di alfabetizzazione, ma devono includere l'acquisizione di competenze, valori e comportamenti che siano la base di una consapevole partecipazione alla vita sociale.
 
Una buona scuola, in sintesi, è quella che aiuta i bambini ad esprimere tutta la pienezza delle loro potenzialità e a crescere come cittadini responsabili.
 

15/11/2009

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