Siria, a 10 anni dall'inizio del conflitto poche speranze per i bambini e le famiglie

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25/01/2021

A dieci anni dall’inizio della guerra in Siria, i bambini continuano ad essere uccisi, feriti, sfollati e privati dei beni di prima necessità. Solo nella giornata di giovedì, 2 bambini, di 1 e di 10 anni, sono stati uccisi in un attacco ad Hama. Un altro bambino è rimasto ferito.

Ad appena tre settimane dall’inizio del nuovo anno, almeno 15 bambini sono stati uccisi in circostanze in cui sono state utilizzate armi esplosive e ordigni inesplosi. Altri 15 bambini sono stati feriti.

Nel nordest del paese, un’impennata di violenze al campo di Al-Hol – dove più di due terzi della popolazione è composta da bambini – sta mettendo a rischio le loro vite e sottolinea l’esigenza di soluzioni di lungo termine che comprendano il rimpatrio o la ricollocazione dei bambini bloccati lì.
 
Ad Hassakeh, i servizi di base e le infrastrutture civili continuano ad essere attaccate. L’approvvigionamento d’acqua dalla stazione idrica di Alouk, una delle fonti principali di acqua per quasi mezzo milione di persone, è stato nuovamente interrotto all’inizio di questa settimana. L’interruzione dei servizi idrici costringe i civili a ricorrere ad acqua non sicura che espone le persone, in particolare i bambini, al rischio di contrarre malattie potenzialmente letali legate all’acqua.

Nel nordest del paese, il rigido clima invernale, con piogge torrenziali e neve, ha colpito almeno 22.000 persone. Più di 2 milioni di persone sono sfollate e vivono in tende, rifugi e edifici distrutti o non finiti. Secondo quanto riportato, proprio questa settimana, un bambino di sei anni è morto perché un muro costruito attorno alla sua tenda gli è crollato addosso a causa di allagamenti e nevicate.

I bambini e le famiglie in Siria hanno sofferto tanto negli ultimi 10 anni e questa sofferenza sembra non accennare a finire. Almeno 4,7 milioni di bambini hanno bisogno di assistenza umanitaria. La povertà sempre più diffusa, la mancanza di carburante e i crescenti prezzi del cibo stanno costringendo i bambini a lasciare la scuola per lavorare. Ogni settimana, la veloce diffusione della pandemia da COVID-19 sta rendendo alle famiglie sempre più difficile sopravvivere e garantire un’istruzione e protezione di base ai loro bambini.

L’UNICEF, insieme alla più ampia comunità umanitaria, continua a lavorare senza sosta per fornire supporto, ma non possiamo farlo da soli. Abbiamo bisogno di fondi, di un migliore accesso e, soprattutto, è necessario che tutti proteggano i bambini e li tengano lontani dai pericoli. La violenza in Siria deve finire.

Dichiarazione di Henrietta Fore, Direttore generale dell’UNICEF

25/01/2021

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