Siria, mancano all'appello 5.000 scuole e oltre 2 milioni di alunni

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15/09/2015

15 settembre 2015 – Mentre i bambini in tutto il mondo tornano sui banchi di scuola, oltre 2 milioni di bambini in Siria non potranno farlo. E, secondo l’UNICEF, altri 400.000 rischiano di aggiungersi a causa del conflitto, delle violenze e degli sfollamenti.

La guerra in Siria è entrata nel suo quinto anno e continua a cancellare anni di progressi nel campo dell'istruzione. Molti bambini in Siria non hanno mai messo piede in un'aula, mentre altri hanno perso fino a quattro anni di scuola.

Ci sono 5.000 scuole, nel paese, che non possono essere utilizzate perché sono state distrutte, danneggiate, convertite in rifugi per famiglie sfollate o adibite a usi militari.

Molti genitori si rifiutano di mandare i figli a scuola per timore dei pericoli che potrebbero incontrare lungo il tragitto o nelle stesse aule. Soltanto nel 2014, almeno 60 scuole sono state bersaglio di attacchi, a volte deliberatamente. 

Anche gli insegnanti siriani hanno pagato un prezzo elevato: oltre un quarto del personale docente ha abbandonato il posto di lavoro.

«I servizi pubblici di base in Siria, istruzione compresa, sono allo stremo» spiega Hanaa Singer, Rappresentante UNICEF in Siria. «Dobbiamo fare di più per evitare che le istituzioni scolastiche collassino e per aumentare le opportunità per i bambini siriani di ricevere accesso all’istruzione.

In Siria l’UNICEF si avvale di un’ampia rete di organizzazioni partner locali, che lavorano per raggiungere circa 3 milioni di bambini. Per la prima volta da quando è iniziata la guerra, è stato varato un programma di istruzione non formale volto a ridurre il numero di bambini rimasti esclusi dalla scuola. L’UNICEF sta stampando sul posto materiali scolastici e libri di testo da distribuire agli studenti che ne hanno bisogno.

I bambini in Siria stanno dimostrando livelli straordinari di resilienza e tenacia nel proseguire i loro studi.

Per sostenere gli esami, quest'estate, almeno il 20% dei bambini in Siria sono stati costretti ad attraversare la linea del fuoco, attraversando check-point e rischiando di essere coinvolti in sanguinosi combattimenti.
 
«Anche nelle circostanze più difficili i bambini siriani continuano a chiedere di poter studiare, perché aspirano a un futuro migliore» prosegue Hanaa Singer. «È necessario che tutti sostengano i bambini della Siria, perché sono il futuro del loro paese e contribuiranno a ricostruirlo quando tornerà la pace.»

L'UNICEF in azione per dare una scuola ai bambini siriani

Nell’ambito della campagna “No Lost Generation”, l'UNICEF ha avviato un programma di auto-apprendimento per raggiungere 500.000 bambini che hanno interrotto da anni il percorso scolastico.

Il programma si focalizza nelle aree in cui il conflitto è più intenso e le scuole sono chiuse per ragioni di sicurezza. Un altro programma di apprendimento accelerato aiuterà 200.000 bambini a recuperare gli anni perduti e reinserirsi curricula dell'istruzione formale.

Per garantire spazi adeguati per l’apprendimento sono stati allestiti nel paese oltre 600 "club scolastici". Nelle aree che ospitano le più alte percentuali di sfollati, sono state riparate 600 scuole e sono in corso di consegna 300 classi prefabbricate: ne beneficeranno circa 300.000 alunni.

L’UNICEF è impegnato a salvaguardare il diritto dei bambini siriani a ricevere un’istruzione. Per continuare a farlo, tuttavia, occorreranno 68 milioni di dollari entro la fine dell’anno, di cui 12 milioni in tempi immediati.

15/09/2015

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