Tragedia al campo nomadi di Roma: "Frutto di condizioni di vita disumane"

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26/08/2010

Dichiarazione del Presidente dell'UNICEF Italia, Vincenzo Spadafora 

«La morte del piccolo rom carbonizzato a Roma ci sgomenta e lascia senza parole. 

È l’ennesimo episodio che si consuma all’interno di baracche che ospitano tante piccole vite umane costrette in condizioni ‘disumane’ a mendicare ogni mattina e la sera a riposare in luoghi angusti e senza luce, acqua potabile e servizi igienici.

Mesi fa il piccolo Elvis moriva a Napoli a causa di esalazioni di carbone tra le braccia della mamma che non poteva più pagare le bollette di luce e gas. Oggi una tragedia simile colpisce, forse per una semplice candela accesa, un piccolo rom.

I nomadi, i bambini nomadi, sono cittadini di Roma e in quanto tali meritano garanzie e politiche di inclusione sociale al pari dei loro coetanei non solo sgomberi, pregiudizi e attacchi ingiustificati.

Proteggere la loro esistenza e i loro diritti non è di destra né di sinistra ma è un dovere di tutti e che tocca le coscienze di ognuno.

Chiediamo al Comune di Roma e alla Provincia, insieme alle altre autorità competenti, di implementare tutti gli strumenti necessari per effettuare immediatamente un monitoraggio permanente della situazione dei diritti di tutti i bambini e gli adolescenti rom presenti sul territorio romano,che abbia lo scopo di comprendere la condizione di vita in cui essi si trovano dal punto di vista sanitario, sociale, educativo. 

Tale monitoraggio permanente andrebbe realizzato con le comunità stesse, con tutte le associazioni e le organizzazioni che da anni operano con e per i bambini e gli adolescenti rom. L'UNICEF è disponibile da subito a collaborare a tale percorso.

Riteniamo che la stessa azione vada stesa a tutti quei Comuni dove vi sia una presenza di minorenni rom.»

26/08/2010

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