UNICEF e sport per i diritti dei bambini

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17/11/2009

Posoltega (Nicaragua): attività ricreative organizzate dall'UNICEF per i bambini sopravvissuti all'uragano Mitch
Nicaragua - ©UNICEF/HQ98-0719/A.Balaguer

Sport, attività ricreative e gioco sono modalità divertenti per apprendere e fare propri valori e lezioni che dureranno per tutta la vita.
 
Gioco e sport promuovono l'amicizia e la correttezza, il gioco di squadra e la disciplina, il rispetto per l'altro e tutte quelle qualità pratiche che aiutano un bambino a diventare un individuo consapevole e solidale, ad imparare ad affrontare le sfide della vita e a sviluppare l'autostima e la capacità di leadership.
 
L'UNICEF riconosce pienamente il ruolo decisivo che le attività fisiche e sportive ricoprono nella vita dei bambini e dei ragazzi. 

 Sport: un diritto, mille benefici

 
Gioco e sport non sono solamente validi strumenti per conseguire importanti obiettivi educativi: essi sono obiettivi di per sé, in quanto offrono concreta applicazione al fondamentale diritto al gioco, enunciato dall'art. 31 della Convenzione ONU sui diritti dell'infanzia.
 
Ogni bambina o bambino ha diritto a iniziare la propria esistenza in un contesto sano e appagante. Un'attività fisica regolare e il gioco sono elementi essenziali ai fini del corretto sviluppo psico-fisico, sociale e culturale, e dovrebbero accompagnare il bambino fino all'adolescenza.
 
La pratica sportiva migliora lo stato di salute del bambino, agevola l'apprendimento e può contribuire a tenere i più giovani lontani dalle dipendenze (alcool, droghe, tabacco) e dal crimine.
 
Lo sport femminile contribuisce a combattere i pregiudizi e gli stereotipi di genere, cioè quei luoghi comuni che confinano le bambine e le ragazze a ruoli prestabiliti, spesso in condizioni di inferiorità rispetto ai maschi
 
Tornei e festival sportivi sono spesso usati per avvicinare famiglie e comunità a messaggi educativi, come la prevenzione dell'HIV/AIDS, le campagne di vaccinazione o la tolleranza tra gruppi etnici.
 
Lo sport può anche favorire l'integrazione sociale di minori vulnerabili, come gli orfani, i bambini disabili, gli ex bambini-soldato, i figli di sfollati e rifugiati, quelli appartenenti a minoranze etniche o indigene.
 
Lo sport aiuta a creare un ambiente sicuro in cui i bambini e i ragazzi possono socializzare fra loro e con gli adulti. In un contesto sportivo sano, i più giovani imparano a esprimere e confrontare le proprie opinioni e a diventare agenti del cambiamento sociale.

 Sport e sviluppo: la visione dell'ONU

Partita di calcio fra bambini in un campo profughi di Monrovia (Liberia). Sullo sfondo, una grande tenda dell'UNICEF offre riparo agli spettatori
Liberia - ©UNICEF/HQ04-0059/C.Nesbitt

L'UNICEF, insieme alle organizzazioni partner, si adopera per integrare le attività ludiche e sportive nei programmi nazionali per la salute e l'istruzione dei Paesi in via di sviluppo.
 
Nell'ottobre 2002, il Segretario Generale dell'ONU Kofi Annan riunì una task-force fra le varie agenzie allo scopo di analizzare il ruolo delle attività sportive nel sistema delle Nazioni Unite.
 
La task-force, presieduta dall'allora Direttore Generale dell'UNICEF Carol Bellamy e da Adolf Ogi, Consigliere speciale del Segretario Generale ONU sullo Sport, produsse un importante documento, "Sport for Development and Peace: Towards the Millennium Development Goals".
 
Le conclusioni del rapporto affermano che lo sport è uno fra gli strumenti efficaci ed economicamente convenienti per proseguire sul cammino verso gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio, l'agenda globale per il 2015.

Nel novembre 2003, l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha adottato la risoluzione 58/5 sull'importanza dello sport nel promuovere la salute, l'istruzione, lo sviluppo e la pace. 
 
Sempre l'Assemblea Generale ha istituito il 2005 "Anno Internazionale per lo Sport e l'Educazione fisica".

 
 

17/11/2009

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