Anthony Lake, Direttore Generale UNICEF in visita in Kenya

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17/07/2011


L'UNICEF ha lanciato un appello per un immediato ampliamento dell’assistenza alle comunità colpite dalla siccità nel Corno d'Africa e per affrontare le pressanti necessità di più di due milioni di bambini, di cui mezzo milione è in immediato pericolo di vita.

Se non ci saranno miglioramenti nelle condizioni della sicurezza alimentare prima dell'inizio del 2012, la situazione nutrizione, già grave, peggiorerà ulteriormente.

«Quello che stiamo vedendo qui è quasi una “tempesta perfetta” - conflitto in Somalia, aumento del prezzo del carburante e dei generi alimentari, siccità e mancanza di pioggia. Ora siamo di fronte ad altri quattro o cinque mesi prima che ci sarà un raccolto e tutti noi abbiamo un enorme lavoro da portare avanti» ha detto il Direttore generale dell'UNICEF Anthony Lake, al termine di una missione di quattro giorni in Kenya.

«In molte delle comunità più povere, le persone sono o troppo povere o troppo deboli per poter provare a camminare per chiedere aiuto».

In tutta la regione, quasi 11 milioni di persone sono a rischio. Tutti i giorni ci sono migliaia di donne e bambini in fuga dalla Somalia centrale e meridionale. La crisi, tuttavia, va ben oltre il flusso quotidiano di rifugiati verso il Kenya e l'Etiopia: sta colpendo milioni di agricoltori e di pastori che in questi due paesi dipendono dalle piogge per la propria sopravvivenza.

Durante una missione sul campo nella regione arida del Turkana (nel nord del Kenya) Lake ha potuto guardare il volto silenzioso della crisi. Ha incontrato pastori il cui bestiame è stata decimato dalle conseguenze di dieci anni di siccità. I tassi di malnutrizione in alcune parti della Turkana sono saliti al 37%.

Lake ha sentito i discorsi delle donne in piedi dall'alba in cerca di acqua nel letto asciutto del fiume; ha visto bambini sopravvissuti che, se fortunati, mangiano un solo pasto al giorno, spesso composto solo da noci di palma e madri che allattano non hanno sufficiente latte per nutrire i propri neonati.

E questa è una situazione simile a quella che devono affrontare le comunità nelle aree aride e semi-aride di Kenya, Etiopia, Gibuti e Somalia. Il Direttore ha assicurato il continuo supporto dell'UNICEF, sottolineando che l'agenzia internazionale per l'infanzia continuerà a lavorare a stretto contatto con tutti i suoi partner per affrontare l'emergenza nella regione, che è stata sottofinanziata per molti anni.

Il Direttore Lake ha invitato la comunità internazionale e i donatori privati sia a rafforzare i finanziamenti per l'UNICEF e gli altri partner, sia a focalizzare gli sforzi sulla ricerca di nuove soluzioni in grado di affrontare la profonda povertà e la vulnerabilità della regione.

Nelle zone colpite dalla siccità nel Corno d'Africa, l'UNICEF, insieme con i suoi partner, sostiene i bisogni più urgenti, che riguardano: cure salvavita e assistenza per i bambini malnutriti, acqua e servizi igienico-sanitari, misure di protezione dell'infanzia e vaccinazioni.

Per questa emergenza, l'UNICEF ha lanciato un appello di raccolta fondi per 31,9 milioni di dollari per rispondere nei prossimi 3 mesi ai bisogni immediati di donne e bambini del Corno d’Africa - in particolare di Somalia, Kenya, Etiopia e Gibuti - colpiti dalla crisi.

17/07/2011

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