Rapporto OCSE sull'impiego, garantire il futuro a partire dalla scuola

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16/07/2013

 

17 luglio 2013 - Dichiarazione del presidente dell'UNICEF Italia, Giacomo Guerrera

«Esprimiamo grande preoccupazione per i dati del nuovo rapporto OCSE sull’impiego ("OECD Employment Outlook 2013"), in particolare sulla situazione dei giovani in Italia. 

Come già l’UNICEF aveva sottolineato nella recente (aprile 2013) indagine Report Card 11 sul benessere dell’infanzia nei Paesi ricchi, l’Italia ha un’altissimo numero di NEET (Not in Education, Employment or Training), ossia giovani che non sono iscritti a scuola, non lavorano e non frequentano corsi di formazione.

È necessario che il Governo investa nelle ultime generazioni perché non riuscire a garantire i diritti dei giovani di oggi avrà conseguenze negative sul loro futuro di adulti. 

Il nostro Paese deve affrontare la questione delle diseguaglianze materiali, combinando politiche per il sostegno al reddito delle famiglie (incluse quelle di origine straniera), promuovendo la partecipazione delle donne al mercato del lavoro e modalità di lavoro flessibili per entrambi i genitori, in modo da conciliare più facilmente le esigenze familiari con quelle lavorative, anche attraverso l’ampliamento della disponibilità di servizi di qualità per la prima infanzia.
 
Altro fattore chiave sul quale è necessario investire è l’istruzione: gli istituti scolastici devono essere strutturalmente adeguati e dotati di congrue risorse umane, tecniche e finanziarie per assicurare un'educazione di qualità, prestando particolare attenzione alla valorizzazione dello status degli insegnanti e del personale che lavora a diretto contatto con gli alunni.
 
Inoltre è importante intensificare le azioni di contrasto alla dispersione scolastica, estendendo e migliorando i programmi, a partire dalla prima infanzia; eliminando la disomogeneità nei risultati ottenuti, garantendo che i programmi siano accessibili, in particolare, ai minorenni con specifiche difficoltà d’apprendimento.»

16/07/2013

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